Häusermann (Egualia): "Per carenze principi attivi necessaria nuova strategia farmaceutica"
Accelerazione dei processi burocratici e ottimizzazione del Temporary framework: questi i due elementi necessari per riportare la produzione in Italia dei principi attivi farmaceutici secondo Enrique Häusermann, presidente Egualia, come ha spiegato a Sanità33. «L'Italia è ai primi posti nell'Ue per produzione farmaceutica - spiega - L'industria Farmaceutica, l'anno scorso, nel pieno della pandemia, è riuscita a far fronte ai fenomeni acuti di domanda, prevalentemente indirizzati alle terapie Intensive».
Häusermann ricorda che «il 70% dei farmaci usati in terapia intensiva sono a brevetto scaduto afferenti, quindi, prevalentemente alla nostra industria e, in gran parte, di produzione asiatica. Se ci siamo riusciti è grazie anche ad uno sforzo di riduzione delle pratiche burocratiche di importazione da parte dell'Aifa. La collaborazione è stata efficace ed efficiente», sostiene. Più «problematico», sottolinea il numero uno di Egualia, è il futuro. In primis, bisognerebbe «riportare in Europa la produzione di determinati principi attivi. L'anno scorso, a seguito della prima fase della pandemia, a livello europeo, se n'è parlato tanto e si è iniziato a valutare e a studiare il problema. La soluzione, però, non è ancora arrivata in maniera definitiva. Si parla tanto di investimenti, ma non bastano. Occorre mettere a sistema anche tutti i processi autorizzativi pre e post investimento». Il secondo aspetto importante che Häusermann pone all'attenzione riguarda il Temporary framework. A suo avviso bisognerebbe sfruttare meglio tale strumento, approvato dall'Ue il 19 marzo 2020 per concedere flessibilità agli Stati di investire per far ripartire l'economia. Nel 2020 e in buona parte nel 2021, l'Italia ha sfruttato questa libertà per sostenere le difficoltà dei trasporti aerei, ma, secondo il presidente di Egualia, anche la farmaceutica dovrebbe beneficiare di interventi così corposi. Gli investimenti, dunque, «ci sono», precisa, il problema «è come spenderli in tempo. Se non si risolve questo aspetto, si riuscirà a fare poco per migliorare la situazione». A ciò, si aggiunge «la mancanza di un produttore o di un'associazione di produttori di principi attivi perché - sottolinea Häusermann - in Europa riusciamo a manifatturare e a produrre tutto, ma quello di cui l'industria italiana ha bisogno è ammodernare e rendere ancora più competitivi determinati settori produttivi».
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