
Secondo una revisione della letteratura pubblicata su JAMA Network Open, più della metà dei pazienti sopravvissuti a Covid-19 ha manifestato sequele post-acute persistenti a breve e lungo termine della malattia (PASC) sei mesi dopo il recupero.
Le sequele più comuni hanno incluso problemi di mobilità funzionale, anomalie polmonari e disturbi di salute mentale. «Le sequele post-acute del Covid-19 non sono state studiate approfonditamente. Abbiamo cercato di stimare la frequenza e l'evoluzione specifiche di queste PASC considerando i vari organi» spiega Destin Groff, del Penn State College of Medicine and Milton S. Hershey Medical Center, negli Stati Uniti, primo nome dello studio. I ricercatori hanno identificato 2.100 studi sull'argomento, e ne hanno inclusi nella revisione 57, di cui 45 provenienti da paesi ad alto reddito, per un totale di 250.351 pazienti sopravvissuti dopo Covid-19. I PASC sono stati classificati per sistema di organi: neurologici, cardiovascolari, respiratori, digestivi, otorinolaringoiatrici, relativi alla salute mentale, alla salute generale e alla mobilità funzionale. L'età media dei sopravvissuti era di 54,4 anni, 140.196 erano maschi e 197.777 erano ricoverati in ospedale per Covid-19 acuto. La percentuale mediana (IQR) di sopravvissuti a Covid-19 che hanno sofferto di almeno una sequela è stata del 54,0% a un mese, del 55,0% da due a cinque mesi e del 54,0% a sei o più mesi. Le sequele più diffuse sono state anomalie dell'imaging toracico, difficoltà di concentrazione, disturbo d'ansia generalizzato, disturbi funzionali generali, e affaticamento o debolezza muscolare. Altri sintomi frequentemente riferiti hanno incluso disturbi cardiaci, dermatologici, digestivi e dell'orecchio, del naso e della gola.
Secondo gli esperti, queste sequele post-acute a lungo termine si verificano su ampia scala, e potrebbero sopraffare la capacità sanitaria esistente, in particolare nei paesi a basso e medio reddito. «È importante che i sistemi sanitari tengano conto di questa situazione» concludono gli autori.
JAMA Network Open 2021. Doi: 10.1001/jamanetworkopen.2021.28568