
''Forte preoccupazione per il clima di intimidazione e violenza messo in atto in queste ore nei confronti di medici e giornalisti''. Ad esprimerla è la Fnomceo, la Federazione nazionale degli Ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri, per voce del suo presidente,
Filippo Anelli. Che manifesta ''solidarietà a
Matteo Bassetti, inseguito e minacciato da un uomo che contestava le sue posizioni a favore dei vaccini, al presidente dell'Ordine dei giornalisti
Carlo Verna e ai suoi colleghi
Antonella Alba e
Francesco Giovannetti''. Alba e Giovannetti sono stati aggrediti e minacciati durante un sit in di protesta contro il Green pass a scuola, a Roma davanti al ministero dell'Istruzione.
''Rivendichiamo il diritto a svolgere le nostre professioni secondo i principi di libertà, autonomia, indipendenza - argomenta Anelli -. È inaccettabile che un medico venga minacciato per aver seguito e divulgato le evidenze scientifiche, per aver raccomandato la vaccinazione. Altrettanto intollerabile è che un giornalista non sia messo nelle condizioni di documentare i fatti e di diffondere notizie. Chiediamo dunque, per i medici, che sia data piena applicazione alla normativa vigente: al Testo unico sulla Sicurezza nei luoghi di lavoro, e alla nuova Legge sulla sicurezza degli operatori sanitari - auspica Anelli -. Sosteniamo inoltre le richieste di analoghe leggi per la categoria dei giornalisti, come richiesto dall'Ordine e dai sindacati''. ''Cosa hanno in comune queste professioni? Di essere poste a garanzia di due diritti fondamentali, costituzionalmente protetti: la tutela della salute, da una parte, la libertà di stampa e di espressione, dall'altra - conclude il presidente Fnomceo -. Sono diritti fondamentali perché, se vengono meno, viene meno l'essenza stessa della società civile, che salvaguarda i diritti dell'individuo nell'interesse della collettività". "Chi aggredisce un medico - ma anche un giornalista - aggredisce se stesso, perché rinnega e si nega i suoi stessi diritti. È una società triste e al tramonto quella che, per la pretesa di una gratificazione immediata - una notizia 'gradita', una prestazione medica da lui ritenuta preferibile a un'altra - violenta i propri diritti, distrugge - oltretutto, come in questi casi, pretendendo di difenderla - la propria libertà. È urgente ripartire da una nuova alleanza sociale tra medici, giornalisti, insegnanti, intellettuali, cittadini, istituzioni, che - conclude - con uno scatto di orgoglio, ricostruisca sulla base di valori condivisi non solo le nostre professioni, ma la stessa società civile''.