
Affrontare la pandemia nelle corsie d'ospedale, ma anche orientarsi in una decretazione d'emergenza che talora contraddice le norme vigenti: per la sanità il coronavirus ha rappresentato un doppio stress test. Nel Codice delle Aziende Sanitarie scritto dal procuratore della Corte dei Conti
Quirino Lorelli ed edito da La Tribuna, oltre al virus, si evidenziano altri tre terreni (personale, organizzazione dei servizi sanitari, contratti degli appalti) nei quali il manager di Asl, ospedale, Irccs deve ben orientarsi in tema diritto sanitario. Il volume offre il panorama delle norme vigenti, leggi e decreti statali, che dettano regole uniformi in tutta Italia.
Intervistato per
Doctor33, Lorelli inquadra innanzitutto il punto critico per eccellenza, gli appalti e la trasparenza. A partire dalla legge 720 del 29 ottobre 1984 che ha istituito una tesoreria unica per enti ed organismi pubblici, e fino a codice dei contratti pubblici (legge 50 del 2016) tanti sono stati i rimaneggiamenti di questa materia. «A differenza di quanto accade con la gestione del personale - spiega Lorelli - in sanità il Codice non prevede deroghe apposte ed individua regole generali e di principio: direttori sanitari ed amministrativi delle aziende sanitarie devono adattare ad esso i propri regolamenti su contratti e contabilità». In tema di personale, il volume analizza e riporta norme che hanno introdotto importanti riforme rispetto all'intero comparto pubblico, come ad esempio, la disciplina orientata alla privatizzazione del rapporto di lavoro con le pubbliche amministrazioni (d.lgs. 30 marzo 2001, n. 165) o quella più recente in materia di inconferibilità e incompatibilità degli incarichi (d.lgs. 8 aprile 2013, n. 39).
«La difficoltà nell'applicare la normativa in sanità è accresciuta dal moltiplicarsi delle relazioni contrattuali a seconda della possibilità che il personale sia, ad esempio, dipendente o convenzionato, o altresì amministrativo o sanitario, e - tra i professionisti sanitari - se sia dirigente/medico o del comparto», dice Lorelli. Che infine nell'intervista affronta la prospettiva del Recovery Plan: le norme europee potrebbero spingerci a modificare la normativa oggetto del libro già impattata dall'emergenza Covid in questi ultimi due anni con i Decreti legge Semplificazioni? Modifiche a breve sarebbero necessarie a prescindere dal Piano nazionale di Ripresa e Resilienza. «Tra le conseguenze della pandemia, l'aver lasciato un "nervo scoperto": il coordinamento tra norme esistenti ed emergenziali, specie sul personale, ad esempio in tema di differenziazione oraria della retribuzione. Ci sono diversità nella retribuzione del vaccinatore tra regioni, nella stessa regione e nella stessa azienda sanitaria, difficili da giustificare visto che il contratto del comparto e quello della dirigenza affermano il principio di retribuire allo stesso modo le stesse prestazioni».