Attualità
16/06/2021

Covid-19, via libera ufficiale al mix di vaccini ma gli esperti sono in disaccordo. Ecco le opinioni a confronto

Via libera del ministero della Salute al mix di vaccini sotto i 60 anni per la seconda dose a chi ha ricevuto la prima di J&J o AstraZeneca. Si adegua anche la Campania. L'Emilia-Romagna non ha perso tempo e ha già cominciato le vaccinazioni eterologhe. Sulle seconde dosi miste «dobbiamo essere più che tranquilli», ha detto a Rainews24 il dg Aifa, Nicola Magrini. «Nelle decisioni assunte in questa fase di pandemia, meno pesante di qualche settimana fa, la scelta è stata fatta - ha spiegato - per evitare che in questa fase alle popolazioni giovani siano potenzialmente offerti vaccini che hanno un rischio molto remoto di un evento grave, e pertanto la sicurezza è stata privilegiata per garantire a tutti dei vaccini massimamente sicuri».

Perplesso Luca Pani, ex direttore generale dell'Agenzia italiana del farmaco Aifa, oggi docente alla University of Miami negli States e a Modena in Italia, che su colonne de 'Il Foglio' bolla come «pericolosa» la decisione dell'Aifa, oltre che «incomprensibile e irrazionale». «Studi su tutto questo non ce ne sono e la tendenza a usare quando conviene ricerche estemporanee, invece che sperimentazioni ufficiali con decine di migliaia di pazienti si rivelerà un pericoloso boomerang al primo effetto collaterale che sarà invece grave, gravissimo o potenzialmente fatale - avverte Pani - A quel punto l'associazione con il mix vaccinale sarebbe difficile se non impossibile da difendere e nessuno avrà il coraggio di assumersi le proprie responsabilità che sembra veramente essere l'unica preoccupazione che guida certe scelte altrimenti incomprensibili». «La cosa è così complicata e illegittima (perché í vaccini li approva Ema e non Aifa) che l'Agenzia nazionale è infatti costretta a usare un cavillo giuridico, invocando la legge 648 del 1996 perché, altrimenti, non sarebbe stato possibile attuare le sue decisioni - osserva -. Un semplicissimo ricorso urgente al Tar da parte di un cittadino che volesse esercitare il suo diritto di ricevere la seconda dose di un vaccino approvato, e per cui ha già espresso un consenso informato che resta valido, farebbe probabilmente saltare questa ennesima pezza. Mi sbaglierò, ma pare una reazione emotiva e scomposta in seguito alla tragica morte di Camilla Canepa - osserva - e alle preoccupazioni espresse dal generale Figliuolo che la campagna vaccinale potesse non ottenere i risultati sperati».
Dal canto suo, il commissario Francesco Figliuolo fa sapere: «Stiamo riprogrammando con le Regioni, dando supporto nelle riprenotazioni e andando a bilanciare con riserve strategiche. Abbiamo bilanciato con 11 Regioni per mitigare i disagi ai cittadini», dice. Si lavora all'ipotesi di arrivi anticipati di dosi Pfizer e Moderna per rifornire i centri vaccinali. Alla base della vaccinazione eterologa, sostiene Magrini «ci sono studi clinici che sono stati fatti nel massimo rigore etico, ma non erano studi particolarmente problematici. Il dubbio era se si sarebbero riscontrati maggiori effetti indesiderati e di che entità, e sono per lo più effetti lievi o moderati. La sicurezza per quanto riguarda la somministrazione, dunque, è molto elevata». In merito alla decisione di non somministrare i vaccini a vettore virale sotto i 60 anni e del via libera al mix delle dosi, l'immunologo e membro del Cts, Sergio Abrignani, in un'intervista al 'Corriere della Sera' si dice soddisfatto dei suggerimenti del Cts. «Probabilmente eviteranno almeno una quindicina di trombosi da vaccino considerando che le dosi sarebbero andate a una decina di milioni di persone». «Il mix per i vaccini anti-Covid prima che in Italia è stato approvato in Germania, Canada, Francia, Svezia, Spagna, Norvegia e Finlandia. Le evidenze di sicurezza ed efficacia sono state riaffermate da studi che riportano i dati raccolti su diverse centinaia di persone. - ha aggiunto - Confermano quello che ci aspettavamo e cioè che il mix è più potente a parità di sicurezza».

Chi è stato vaccinato con una prima dose di AstraZeneca e una seconda dose di un altro vaccino autorizzato dall'Ema dovrebbe ottenere comunque il Green pass, il certificato Ue digitale che sarà un diritto per gli europei dal primo luglio e che dovrebbe facilitare i viaggi nell'Ue per chi si è vaccinato, per chi è guarito dalla Covid-19 o per chi ha fatto un test Covid ed è risultato negativo. Lo spiega il portavoce della Commissione europea Christian Wigand, durante il briefing con la stampa a Bruxelles. Il regolamento che istituisce il pass, dice Wigand, menziona solo le persone «pienamente vaccinate» e non scende così «nel dettaglio», ma l'ultima raccomandazione della Commissione, adottata dal Consiglio, che mira a facilitare la libertà di movimento, consiglia agli Stati di riconoscere ai fini del Green pass questo «mix» di vaccini alla stessa stregua delle altre modalità di vaccinazione, a patto naturalmente che si tratti di farmaci «autorizzati dall'Ema».
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