
«Stiamo distribuendo 3,5 milioni di Pfizer che ci darà modo di partire a giugno. È il carico più grosso avuto dall'Italia in un'unica mandata». Lo ha detto il commissario per l'emergenza
Francesco Figliuolo inaugurando l'hub vaccinale nella sede di Confindustria a Roma. «A giugno - ha aggiunto - daremo la spallata» al virus con l'arrivo di oltre 20 milioni di dosi. «Oggi supereremo i 35 mln di somministrazioni con 23 milioni di prime dosi. Questo dà l'idea di quello che stiamo facendo assieme», ha spiegato Figliuolo. «Come prime dosi siamo al 91% di vaccinati over 80, all'83% di over 70 e al 71% di over 60. Basta? No, dobbiamo continuare e non mollare la guardia, adesso anche con procedure proattive andando a cercare le persone da vaccinare», sostiene il Commissario per l'emergenza.
«Non dobbiamo sprecare questa crisi, dobbiamo assumere impegni per il futuro di questo paese e questo significa difendere il Servizio sanitario nazionale con tutte le forze, chiudere la stagione dei tagli e aprire una e di grandi investimenti», dichiara il ministro della Salute
Roberto Speranza. «Lo sviluppo economico e sociale del paese - aggiunge - ha nella vittoria della battaglia sanitaria la sua premessa». Bisogna unire l'Italia, «serve un patto Paese che declini e gestisca questo problema, che speriamo sia l'ultima di un'epidemia che ci ha fatto perdere tante vite umane. Si apre la possibilità di trasformare una crisi in una grande opportunità di ripartenza». E poi, «nessuno ce la fa da solo, non il governo, non il commissario, non un ministro, non le regioni - ha aggiunto - dobbiamo ripartire insieme».
In merito ai vaccini per gli adolescenti, il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie ha presentato un rapporto in merito alla loro immunizzazione. «Con il progredire della campagna vaccinale è necessario prendere in considerazione la vaccinazione dei gruppi di età più giovane», ma una scelta del genere deve «tenere conto di alcune questioni», afferma la direttrice dell'Ecdc
Andrea Ammon, presentando il rapporto. Per una decisione di questo tipo «i responsabili politici devono tenere conto» del livello di «diffusione della vaccinazione, specialmente nei gruppi di età più avanzata», della «incidenza di Covid-19 nella popolazione» e dei «problemi relativi alla disponibilità e all'accesso ai vaccini su scala globale».
Alcuni Paesi dell'Ue e dello spazio economico europeo hanno già avviato la vaccinazione degli adolescenti con il vaccino già autorizzato per l'uso dai 16 anni in su, ora approvato lanche per i 12-15enni. Per questo l'Ecdc chiarisce che, «poiché il decorso della malattia di Covid-19 è in genere più lieve negli adolescenti sani, la somministrazione del vaccino nei gruppi di età più avanzata dovrebbe continuare a essere prioritaria prima di considerare gli adolescenti. La vaccinazione degli adolescenti ad alto rischio di Covid grave dovrebbe avere la stessa priorità della vaccinazione di tutte le persone ad alto rischio di malattia grave in altri gruppi di età».