
Quattro miliardi all'assistenza domiciliare, che ingloba la telemedicina; due soli miliardi e non più quattro per le nuove case di comunità dove confluiranno medici di famiglia e pediatri; un miliardo per gli ospedali di comunità. Si ricalibrano le cifre nella Missione 6 "Salute" del
Recovery plan nell'ultima versione di 337 pagine concordata con Bruxelles che ieri è passato all'esame della Camera ed oggi è in Senato. Nel testo del Piano nazionale di Ripresa e Resilienza si sono contratte le risorse per la salute, da 19,72 a 15,63 miliardi: 7 miliardi andranno alla componente "prossimità" e alla riforma della medicina territoriale; 8,63 a "innovazione ricerca e digitalizzazione" che ingloba fascicolo sanitario elettronico ricerca e formazione, oltre a nuova strumentazione e ristrutturazione degli ospedali.
Della prima "componente" (M6C1) fanno parte: assistenza domiciliare con la telemedicina; case della salute ed integrazione sociosanitaria; ospedali di comunità e cure intermedie. Di case di comunità, non se ne prevedono più 2564 ma la metà, 1.288 da attivare per giugno 2026. Si tratta di strutture già esistenti o nuove dove un punto unico di accesso alle prestazioni sanitarie smisterà gli assistiti a team multidisciplinari di medici di medicina generale, pediatri di libera scelta, medici specialisti, infermieri di comunità ed altri professionisti della salute, inclusi assistenti sociali. Ospiterà anche un'infrastruttura informatica, un punto prelievi, dotazioni polispecialistiche; il punto unico di accesso- Pua indirizzerà pure alle valutazioni multidimensionali (servizi socio-sanitari) ed ai consultori oltre che a servizi sociali e assistenziali per anziani e fragili. La riforma più costosa è sull'assistenza domiciliare: il progetto "casa come primo luogo di cura" intende prendere in carico per metaÌ 2026 il 10 % dei cittadini sopra 65 anni, con una o più patologie croniche o non autosufficienti, e fruire di telemedicina, domotica, digitalizzazione.
Saranno attivate 602 Centrali operative territoriali (Cot) informatizzate, una per distretto, per coordinare i servizi domiciliari con gli altri servizi sanitari, gli ospedali e la rete di emergenza-urgenza. E qui si innestano i progetti regionali di tele-assistenza, tele-consulto, tele-monitoraggio e tele-refertazione: concordati con il Ministero della Salute, per essere finanziati dovranno integrarsi con il Fascicolo sanitario elettronico, che è però nella sottosezione "innovazione ricerca digitale". Infine, le cure intermedie nell'Ospedale di Comunità, struttura per pazienti necessitanti di interventi sanitari a media-bassa intensità clinica e degenze di breve durata con 20-40 letti a gestione prevalentemente infermieristica, cui si chiede di ridurre gli accessi impropri ai pronti soccorso ed i ricoveri ordinari. Ne saranno realizzati 381 e le risorse umane saranno pescate con le risorse vigenti che oggi finanziano gli incrementi strutturali delle dotazioni di personale.
Nella seconda componente (M6C2), troviamo sia il completamento del fascicolo sanitario sia il potenziamento della piattaforma Nsis del Ministero della salute per garantire i livelli essenziali di assistenza. Il Fse integrerà tutti i documenti sanitari, e nascerà un archivio centrale; i dati dovranno essere leggibili da qualsiasi sistema operativo regionale. Una cabina di regia a cura dei ministeri di Salute, Economia, Innovazione gestirà 1,38 miliardi di euro, di cui 0,57 tratti per realizzare la Tessera sanitaria elettronica. Gli istituti scientifici Irccs saranno differenziati e messi in rete a seconda delle loro attività per ottimizzare lo scambio di competenze specialistiche. Saranno finanziati previ potenziamento delle attitudini alla ricerca e responsabilizzazione del Direttore generale sui risultati in materia. Saranno acquistati 3.133 tra Tac, risonanze magnetiche, acceleratori lineari, sistemi radiologici fissi, angiografi, gamma camere (Tac o meno), mammografi, ecotomografi (costo 1,19 mrd) e sarà potenziato il livello di digitalizzazione di 280 sedi di Dipartimenti di emergenza di I e II livello (1,45 miliardi). Con 1,41 miliardi avremo poi 3.500 posti letto in più di terapia intensiva e 4.225 semi-intensivi, la separazione dei percorsi nei pronti soccorso; e più mezzi per i trasporti secondari. Ci saranno 116 interventi per l'adeguamento alle normative antisismiche da 1,64 miliardi ed investimenti per 150 milioni per valorizzare ricerca, in particolare su patologie rare e trasferimento tecnologico alle imprese grazie a una scommessa sui progetti Proof of Concept (PoC) volti a ridurre il gap fra i risultati della ricerca pura e l'applicazione per scopi industriali. In formazione avremo 900 borse di studio aggiuntive l'anno per i trienni di medicina generale (2.700 borse in più in 3 anni) con completamento corsi assicurato entro il 2026. Previsti poi 4.200 contratti di formazione specialistica in più, per un ciclo completo di studi (5 anni) a partire dal 2020; un piano straordinario di formazione sulle infezioni ospedaliere con circa 150.000 partecipanti entro la fine del 2024 e circa 140,000 entro metaÌ 2026; percorsi sul management per formare 24.500 professionisti in tutto entro il 2026.
Mauro Miserendino