Governo e Parlamento
10/02/2021

Vaccini Covid, Ue: non si possono negoziare contratti paralleli

Fino a questo momento, "tutti gli Stati membri dell'Ue fanno parte di tutti i contratti negoziati" dalla Commissione europea con le case farmaceutiche per acquistare in anticipo i vaccini anti-Covid, "e quindi non c'è alcuna possibilità legale per loro di negoziare contratti bilaterali con le compagnie farmaceutiche che fanno parte del portafoglio Ue". A precisarlo è un portavoce della Commissione europea, dopo che alcune Regioni italiane hanno ventilato la possibilità di procedere autonomamente all'acquisto di vaccini contro la Covid-19, al di fuori del programma Ue.

Le compagnie nel portafoglio Ue sono Pfizer-Biontech, Moderna, AstraZeneca, Curevac, Johnson & Johnson, Sanofi/Gsk, più Novavax e Valneva (i contratti con queste ultime due non sono stati ancora firmati, ma quello con Novavax dovrebbe essere in dirittura d'arrivo). "Tutti gli Stati membri - ricorda il portavoce - hanno concordato di lavorare congiuntamente, nell'ambito della strategia dell'Ue per i vaccini anti-Covid. Questo comporta diritti e obblighi". C'è una possibilità, tuttavia: "Ciascuno Stato membro ha il diritto di esercitare l'opt out da un contratto negoziato con una specifica società e di impegnarsi, in seguito, in negoziati bilaterali con la società". Però, aggiunge il portavoce, "se uno Stato membro non esercita l'opt out, allora ha l'obbligo di non negoziare in parallelo con la società". E finora nessun Paese, neppure l'Italia che al contrario fa parte del ristretto gruppo di Stati che hanno fatto da apripista alla strategia Ue sui vaccini, ha esercitato il diritto di opt out. "Nel frattempo - continua - abbiamo sviluppato un portafoglio che copre 2,3 di dosi di vaccini, delle quali circa 1,2 mld sono approvate dall'Ema", in quanto prodotte da Biontech-Pfizer, AstraZeneca e Moderna, che hanno tutte e tre ricevuto l'autorizzazione condizionata alla commercializzazione. "Siamo fiduciosi - conclude il portavoce - che le nostre linee di fornitura copriranno i bisogni degli Stati membri, in modo che non ci sarà bisogno di accordi aggiuntivi, con i quali la qualità delle dosi potrebbe non essere garantita".
La presidente della Commissione Ursula von der Leyen ha spiegato anche stamani, nel Parlamento Europeo, che la strategia di ordinare congiuntamente, a livello Ue per conto dei 27 Stati membri, i vaccini anti-Covid è quella giusta, perché, se ogni Stato si fosse mosso per conto proprio, sarebbe stata la fine dell'Ue. I grandi Paesi avrebbero ottenuto i vaccini, pagandoli di più perché si sarebbero fatti concorrenza tra loro, mentre i piccoli sarebbero rimasti senza. Oltretutto, non avrebbe avuto alcun senso economico, a meno che non si voglia distruggere il mercato, perché se l'Italia, poniamo, fosse tutta vaccinata e l'Austria no, sarebbe molto complicato gestire il traffico merci al Brennero.

Francesco D'Agostino
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