
Superbonus al 110% per il rivestimento termico degli edifici d'abitazione da inserire tra gli oneri deducibile; indicazione del premio-Covid in un riquadro ad hoc nella dichiarazione dei redditi; e infine novità sulle imposte di bollo per chi fa tante fatture elettroniche. Ecco le prime novità fiscali del 2021.
Ristori e rottamazioni- Con lo scostamento di bilancio da 32 miliardi, si pensa di attenuare l'impatto delle cartelle esattoriali sulle categorie più colpite dal Covid diluendole su 2 anni con una spesa di 2 miliardi. Il Decreto ristori quinquies in uscita entro fine gennaio, dovrebbe impegnare 7-8 miliardi per venire incontro ai redditi più falcidiati e 5 per consentire la sospensione delle tasse. Il superamento dell'attuale classificazione dei fruitori dei ristori in base ai codici Ateco dovrebbe far sì che nell'accesso d'ora in poi siano inclusi anche i professionisti iscritti a casse previdenziali autonome. E' in vista anche l'esonero di questi stessi lavoratori autonomi dal versamento dei contributi previdenziali in caso di crollo del fatturato ma a quanto pare entro un tetto di reddito di 50 mila euro. Il Decreto ristori precedente (quater) ha intanto rinviato al 30 aprile i versamenti del secondo acconto Irpef, Ires e Irap a professionisti ed imprese con ricavi entro i 50 milioni nel 2019 che, a prescindere dal colore della zona in cui si trovino, abbiano subito una perdita di almeno il 33% nel primo semestre 2020 rispetto allo stesso periodo dell'anno prima e per i soggetti operanti nei settori economici danneggiati e "ristorati". Inoltre, ha sospeso i versamenti di ritenute, Iva e contributi previdenziali di dicembre dei dipendenti e i versamenti di tasse e contributi per aziende con perdita di fatturato la cui gravità va individuata con nuovo decreto. Il decreto ristori quinquies in arrivo sgancerebbe i bonus dall'andamento della pandemia nelle regioni (zone rosse e relative chiusure) e li attribuirebbe ai danneggiati indipendentemente dalla collocazione geografica; estenderebbe il contributo a fondo perduto ai professionisti iscritti a Casse previdenziali private; infine rottamerebbe le cartelle esattoriali o ne diluirebbe i ritmi d'invio.
Iva e crediti d'imposta - Da inizio anno torna l'Iva, stavolta al 5% sui dispositivi di protezione (mascherine, guanti, camici) poiché il benefit del decreto Rilancio non è stato prorogato; in ogni caso fino a maggio 2020 l'Iva era del 22%, qualche risparmio c'è, su una spesa che per i soli dentisti nel 2020 sarebbe intorno a 80 milioni di euro, il quadruplo di un anno prima. La Finanziaria 2021 ha peraltro consolidato un quadro in cui coesistono tre crediti d'imposta al posto del super-ammortamento al 140% del costo del bene e dell'iper-ammortamento per le tecnologie digitali. Le imprese possono godere di un credito del 40% per investimenti in macchine - diagnostica o cad-cam per i dentisti - interconnesse con sistema logistico dello studio, gestionale del medico e sw del fabbricante fino a 2,5 milioni di euro (codice 6936) e del 15% del costo per software funzionali ai processi di trasformazione 4.0 entro un tetto di 700 mila euro di investimento (codice 6937). I professionisti insieme alle imprese possono fruire di un credito d'imposta pari al 6% entro un esborso massimo da 2 milioni di euro (codice 6935). Il credito si può portare in compensazione in 5 quote annuali di pari importo, ridotte a tre per gli investimenti in beni immateriali, dall'anno successivo a quello di entrata in funzione. Si riferisce agli acquisti di specifici beni strumentali effettuati a partire dal 16 novembre 2020 e fino al 31 dicembre 2022, o entro il 30/6/2023 ove al 31 dicembre 2022 si siano pagati acconti pari ad almeno il 20% del costo di acquisizione.
Imposta di bollo - Ove il professionista dovesse emettere fatture elettroniche nel sistema Sdi, ad esempio come fornitore di terzi, l'imposta di bollo è liquidata a mezzo F24 come nel 2020 con scadenze 31 maggio, 30 settembre, 30 novembre e 28 febbraio. Se l'importo dovuto non supera i 250 euro si può versare per i primi due trimestri entro il termine previsto del terzo trimestre. Se l'importo del primo trimestre è inferiore ai 250 euro si potrà versare entro il termine del secondo. Se il Fisco rileva problemi nel versamento dovuto per le fatture inviate via Sdi, comunica al contribuente l'imposta, la sanzione ridotta ad un terzo e gli interessi dovuti. Ove il contribuente non paghi entro 30 giorni dal ricevimento della comunicazione, è iscritto a ruolo. Atteso un provvedimento dell'Agenzia delle Entrate.
Invio dati fatture - Ricordiamo infine che l'obbligo di dotarsi da quest'anno di un gestionale per l'invio mensile delle fatture è stato rinviato all'ultimo al 31 luglio da un decreto del ministero dell'Economia (29/1), che ha reso la spedizione semestrale. Per spedire le fatture 2020 il termine resta l'8 febbraio.
Mauro Miserendino