feb172012
Il fattoÈ errata la decisione di riconoscere la natura colposa anziché dolosa del reato commesso dal sedicente odontoiatra che, privo del titolo professionale, si è avventurato in una lunga e complessa serie di interventi, quali l’estrazione di denti dall’arcata arcata superiore e inferiore e in sedute di implantologia con esito infausto. È quanto affermato dalla Corte di Cassazione a seguito della impugnazione di una sentenza pronunciata dalla Corte d’Appello di Milano.Il dirittoL’abusivo, privo del titolo professionale, agisce con dolo anche se non ha voluto la malattia e se ha agito, pur a costo di cagionarla, sorretto dalla convinzione di evitare ogni danno al paziente: una tale prospettazione difensiva va disattesa, anche perché appare consentire l'esercizio di attività medico-chirurgiche a soggetti privi dell'abilitazione professionale, in ragione della finalità terapeutica da cui gli stessi sono mossi.[Avv. Ennio Grassini – www.dirittosanitario.net]