ott282005
Oncologia urologica
I valori del testosterone come aiuto per la diagnosi di tumore prostatico in pazienti con bassi livelli plasmatici di PSA
Ultimo aggiornamento 28/10/05
I dati di recente pubblicazione sulla necessità di eseguire controlli di massa nell’ottica della prevenzione del cancro alla prostata non hanno mostrato una riduzione della mortalità legata a questo tipo tumorale. Tuttavia i test eseguiti su vasta scala hanno avuto il merito di consentire la diagnosi di cancri prostatici primitivi limitati all’organo. Alcune evidenze cliniche hanno dimostrato che il cancro è effettivamente presente in un buon numero di pazienti in cui il valore plasmatico di PSA sia stato di 4 ng/ml o anche inferiore. Abbassare quindi il punto di tolleranza potrebbe consentire la diagnosi precoce di tumori non metastatizzati. Il rovescio della medaglia sarebbe però un enorme aumento dei costi legati alle biopsie necessarie per validare le diagnosi di cancro. Per questo la ricerca si sta indirizzando verso marcatori diversi dal PSA che potrebbero aiutare a ridurre il numero delle biopsie non necessarie. Questo studio aveva lo scopo di valutare l’utilità di misurare i valori plasmatici del testosterone anche nella sua forma libera e del rapporto tra PSA libero e PSA totale per ottimizzare gli interventi bioptici.
Lo studioLo coorte di studio era composta da 171 uomini di età compresa tra 50 e 70 anni, con livelli serici di PSA compresi tra 2,0 e 4,0 ng/ml. Lo studio è stato effettuato del novembre 2002 al maggio 2004. Ogni paziente è stato sottoposto a biopsie eseguite per via trans-rettale. La valutazione dei campioni prelevati è stata eseguita applicando la scala di Gleason(Valori da due a 10 in funzione della crescente gravità). La stadiazione dell’eventuale tumore è stata eseguita in caso di prostatectomia radicale valutando se le cellule neoplastiche avessero invaso o meno i tessuti extracapsulari.
RisultatiL’età media dei partecipanti allo studio era di 63,3 anni. Il livello medio di PSA era di 2,7 ng/ml ed il rapporto tra PSA libero e totale era del 22,53 per cento in media. La concentrazione media del testosterone era di 18,56 nmol/l. Durante le biopsie sono stati raccolti, in media, 10 campioni a paziente. I casi di cancro accertati sono stati 39 (22,8 per cento). La scala Gleason ha attribuito un punteggio medio di 6,5 ai campioni di ghiandola prostatica prelevati. Il rapporto tra PSA libero e totale e quello tra testosterone libero e totale, nei pazienti affetti da tumore prostatico, è risultato sensibilmente più basso rispetto ai normali valori fisiologici.
CommentiMolti clinici ritengono che i pazienti con un livello plasmatico di PSA uguale od inferiore a 4 ng/ml siano quasi al sicuro dal rischio di avere un cancro alla prostata. La pratica clinica e quella chirurgica hanno tuttavia dimostrato che l’incidenza di tumori clinicamente rilevanti è la stessa, sia tra i pazienti in cui la concentrazione di PSA oscilla tra 2,6 e 4 ng/ml, sia in coloro in cui questo valore è superiore a 4 ng/ml. La valutazione del rapporto tra PSA libero e totale e la rilevazione della quantità di testosterone libero potranno essere usati come criterio per avviare i pazienti alla biopsia riducendo il numero di interventi superflui.
Gianluca Casponi