Politica e Sanità

mar152011

Lombardia, medici di famiglia staccati dal Siss per protesta

Staccati dalla rete per due giorni, il 28 e il 29 marzo. In Lombardia i medici di famiglia dello Snami, il secondo sindacato della Mg per rappresentatività nazionale, scendono in sciopero contro il Siss, il Servizio informativo sociosanitario. C’entrano i certificati on line e l’invio dei dati provenienti dalle ricette, ma la protesta è innanzitutto contro la rete regionale, che a detta degli “snamisti” continua a evidenziare pecche su cui l’amministrazione lombarda fa orecchie da mercante. «Lasciamo da parte il fatto che ogni lunedì inviare un certificato attraverso il Siss è impresa impossibile» riassume a Doctornews il presidente del sindacato regionale, Roberto Carlo Rossi «quello che ci preoccupa è che con la trasmissione delle ricette rischiamo di trovarci la busta paga decurtata per colpe non nostre». Per capire va ricordato che in Lombardia il decreto sull’invio dei dati è in vigore dallo scorso ottobre, compresa la clausola che fa scattare la trattenuta dell’1,15% sul compenso mensile in caso di trasmissione di un numero di ricette inferiore all’80%. «La verità» prosegue Rossi «è che in Lombardia i medici corrono il serio rischio di mancare spesso la soglia minima. Per colpa di codifiche incomplete su alcune terapie, per esempio, molti si vedono rifiutate ogni mese parecchie ricette. Quando il medico ricorre al sostituto, poi, le ricette firmate da quest’ultimo non vengono conteggiate nel totale dell’invio. Infine, se aggiungiamo le ricette firmate in visita domiciliare o quando si è fuori studio, su carta per ragioni di forza maggiore, non è difficile mettere assieme un numero di prescrizioni che supera la soglia del 20%. E per una buona parte, la colpa non è del medico ma del Siss». Lo sciopero, quindi, è per spingere all’azione le autorità regionali. «Sono mesi che segnaliamo questi problemi» continua Rossi «e finora la Regione si è limitata a fare spallucce: adesso vediamo, faremo qualcosa. Ora però ci hanno detto che presto arriveranno le prime sanzioni per i medici che da ottobre a oggi non hanno raggiunto la soglia dell’80%. Non ci stiamo, prima l’amministrazione deve rimuovere le pecche del Siss. E in fretta, altrimenti con il prossimo sciopero l’astensione dalla rete durerà due settimane o anche oltre».


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