apr262012
Le patologie infettive veicolate da zecche nel Nord-Est d'Italia
In Europa la maggioranza dei casi umani di Borrelliosi di Lyme e di meningoencefalite avviene nelle regioni del Nord-Est d'Italia. Un gruppo di ricercatori veneti ha valutato diverse strategie per lo screening del parassita
L'Ixodes ricinus, vettore efficace di svariati agenti patogeni, è il tipo di zecca che, in Europa, con maggiore frequenza è responsabile di morso all'uomo. Nelle regioni del Nord-Est d'Italia, in particolare, è causa della maggior parte dei casi di borrelliosi di Lyme (Lb) e di meningoencefalite da morso di zecca (Tbe). Un gruppo di ricercatori dell'Istituto zooprofilattico sperimentale delle Venezie (Legnaro, Padova), coordinato da Gioia Capelli, ha deciso di valutare la comparsa di patogeni endemici o emergenti ricorrendo allo screening del parassita e identificando le aree a maggiore rischio di trasmissione mediante diverse strategie, effettuando anche le relative analisi costo/beneficio.
Tre strategie a confronto per la raccolta di esemplari
In 31 aree geografiche, dal 2006 al 2008, si sono raccolti campioni di zecca adulta, sottoposti a screening molecolare per il riconoscimento di patogeni precedentemente segnalati nella stessa area (per esempio: agenti Lb, virus Tbe, Anaplasma phagocytophilum, Rickettsia spp., Babesia spp., “Candidatus Neoehrlichia mikurensis”). Sono state impiegate 3 strategie di raccolta, valutate a posteriori per l'impatto sui risultati finali e il contenimento globale dei costi: la strategia A ha previsto la raccolta dei parassiti lungo l'intero periodo dell'anno e il test solo degli individui di genere femminile; la strategia B si è basata sul campionamento limitato al periodo da aprile a giugno, con analisi di tutti i vettori adulti; la strategia C, infine, era rappresentata dalla raccolta da aprile a giugno e il test molecolare solamente delle zecche femmina.
Riscontrati 11 patogeni in 14 aree geografiche
In 77 zecche su 193 raccolte in 14 aree si sono riscontrati 11 patogeni. I microrganismi più comunemente rilevati sono stati Borrelia burgdorferi sensu lato (17,6%), Rickettsia helvetica (13,1%) e “Ca. N. mikurensis” (10,5%). Nell'ambito del complesso B. burgdorferi, si sono rinvenuti 4 genotipi (B. valaisiana, B. garinii, B. afzelii, e B. burgdorferi sensu stricto). Tra i patogeni meno frequenti erano compresi R. monacensis (3,7%), Tbe virus (2,1%), A. phagocytophilum (1,5%), Bartonella spp. (1%) e Babesia Eu1 (0,5%). Nel 22% dei morsi infetti sono state diagnosticate coinfezioni di più di un patogeno. La prevalenza delle infezioni determinata utilizzando le 3 strategie alternative è apparsa in accordo con i risultati iniziali, con evidenziazione della presenza di almeno un microrganismo patogeno, rispettivamente, in 13, 11 e 10 siti su 14. Sotto il profilo costo/beneficio, le strategie A, B e C hanno mostrato di poter ridurre i costi originari di raccolta dei campioni e analisi di laboratorio, rispettivamente, di un terzo, della metà, e di 2 terzi. La strategia B si è rivelata quella più vantaggiosa, offrendo una sostanziale riduzione dei costi insieme a risultati affidabili. «Il monitoraggio delle malattie da morso di zecca è costoso, specie nelle aree dove coesistono vari patogeni zoonotici» concludono gli autori «ma gli studi di costo/beneficio possono supportare la scelta della strategia migliore, che deve tenere conto sia dell'ecologia dell'area indagata, sia del budget disponibile».
Parasit Vectors, 2012; 5(1):61