giu222012
Contraccettivi orali, lieve aumento di rischio di ictus e Ima
Da uno studio effettuato su ampio numero di donne danesi è risultato che i contraccettivi orali contenenti estrogeni e progestinici sono risultati associati a un lieve aumento del rischio di ictus trombotico e infarto miocardico. Se si sono rilevate minime variazioni in base al tipo di progestinico impiegato, l'aumento del rischio è apparso variare di un fattore compreso tra 0,9 e 1,7 nei contraccettivi con etinilestradiolo al dosaggio di 20 ug e di un fattore compreso tra 1,3 e 2,3 in caso di dosaggio di etinilestradiolo pari a 30-40 ug. È l'esito di uno studio di coorte di 15 anni, in cui sono state seguite donne non gravide, di età fra i 15 e i 49 anni, senza storia di malattia cardiovascolare o cancro. I dati, ricavati da 4 registri nazionali, riguardano un totale di 1.626.158 donne, per 14.251.063 anni/persona di osservazione, durante i quali sono occorsi 3.311 ictus trombotici e 1.725 infarti del miocardio. Rispetto alle non utilizzatrici, l'impiego corrente di contraccettivi orali comprendenti etinilestradiolo alla dose di 30-40 ug è risultato associato ai seguenti rischi relativi di ictus e infarto a seconda del tipo di progestinico: 2,2 e 2,3 per noretindrone, 1,7 e 2,0 per levonorgestrel, 1,5 e 1,3 per norgestimate, 2,1 e 2,1 per desogestrel, 1,8 e 1,9 per gestodene, 1,6 e 1,7 per drospirenone. In caso di dosaggio di etinilestradiolo pari a 20 ug, i corrispondenti valori di rischio relativo a seconda del progestinico sono stati: 1,5 e 1,6 per desogestrel, 1,7 e 1,2 per gestodene, 0,9 e 0,0 per drospirenone. Per i patch transdermici i valori di rischio relativo si sono attestati a 3,2 e 0,0, mentre per l'anello vaginale a 2,5 e 2,1.
N Engl J Med, 2012; 366:2257-66