Riduzione della spesa farmaceutica e tagli immediati su appalti e convenzioni. Circa un miliardo di euro di risparmi previsto da qui a fine 2012 e, secondo le ultime voci di corridoio, quasi 2 per il 2013. Un totale di 8 miliardi in tre anni, considerati i provvedimenti già presi lo...
Una spesa sanitaria che è leggermente al di sotto della media Ocse (9,3% del Pil, contro il 9,5%) e che nel 2010 ha mostrato un rallentamento, passando da un tasso di crescita dell’1,9% tra il 2000 e il 2009, all’1,5% del 2010.
La spesa sanitaria del Ssn è destinata a ridurre la sua incidenza sul Pil, oggi del 7,1%, almeno fino al 2015 (6,9%), per presentarsi poi in risalita (anche se nel 2020 sarà ancora sotto i livelli attuali) fino ad arrivare al 7,3% del 2025 e all’8,4% del 205
«Mi lascia ben sperare che si tratta solo di una bozza e che non si sono avute conferme ufficiali, altrimenti sarebbe l'' ennesima manovra contro la farmaceutica». Commenta così il presidente di Farmindustria, Massimo Scaccabarozzi, le indiscrezioni in merito al cosiddetto “decretone” sulla sanità.
Tagli alla spesa farmaceutica e agli acquisti di dispositivi e prestazioni ambulatoriali, riforma (con proroga) della libera professione intramoenia e responsabilità professionale del medico. Sono questi i temi sui quali si stanno rincorrendo le ipotesi
È pronto per essere pubblicato il primo luglio, secondo la scadenza imposta dalla manovra dell’anno scorso, il paniere con i prezzi di riferimento dei beni e servizi acquistati dal servizio sanitario «a maggiore impatto in termini di costo».
La spesa complessiva del Ssn ammonta, nel 2011, a 112,889 miliardi di euro, con un aumento rispetto all’anno precedente dell’1,4% (contro una crescita dell’1,1% nel 2010 e del 2,8% nel 2009). In contrazione i costi per la farmaceutica e quelli per il personale.
Qualche margine di risparmio in sanità esiste, ma in questa prima fase sono esclusi interventi sui ticket, anche se un accordo, insieme con le Regioni, ci sarà: quello a cui si sta lavorando è disinnescare possibili azioni nel 2014 e trovare modalità più eque.
Nessun intervento traumatico per il Ssn nella spending review. Il che significa che le cifre non «si possono recuperare nuovi ticket», ma «con qualche riequilibrio del sistema», compreso «il personale», che «in alcune strutture pubbliche è in sovraffollamento».
Meno esami e visite mediche per il 59% degli italiani, mentre il 79% dei cittadini ritiene che la crisi possa minare la salute e il benessere. A scattare la fotografia un sondaggio promosso da “Il ritratto della salute".
Non conferma e non smentisce il ministro della Salute, Renato Balduzzi, l''ipotesi di taglio di un miliardo di euro per la sanità nell''ambito del provvedimento sulla spending review.
Non solo la spesa sanitaria, al netto della variazione dei prezzi, registra una flessione, in atto già da qualche anno, ma ha fatto segnare un aumento il gap con gli altri paesi Ue, come Francia e Germania, con un passaggio dal -16,9% del ’90 al 26,1% del 2011.
Sei scaglioni di reddito dei quali solo il primo potrebbe essere esente, mentre già dal secondo si potrebbe iniziare a pagare, per esempio, uno o due euro sui farmaci, da dieci a 180 euro in day hospital e da un minimo di dieci euro fino a 200 euro per i ricoveri ordinari.
«Non è possibile avere 21 sistemi sanitari differenti, uno per ogni Regione» lo ha dichiarato il sottosegretario alla Salute, Adelfio Elio Cardinale, intervenendo alla Camera dei Deputati
Obbligare le imprese del farmaco a ripianare il 35% del deficit sulla spesa farmaceutica ospedaliera sarebbe «del tutto insostenibile». L’allarme arriva da Farmindustria e riflette le crescenti preoccupazioni dell’industria per la scadenza di fine mese
Confido che la questione del riparto del Fondo sanitario nazionale possa essere definita entro breve termine. A dirlo il ministro della Salute, Renato Balduzzi, che commenta l’ennesimo stop all’accordo sul riparto del fondo sanitario nazionale con le Regioni.
Due rinvii e ora il riparto del Fondo sanitario nazionale non è nemmeno stato inserito nell''ordine del giorno della seduta della Conferenza Stato Regioni. A fare la denuncia Giovanni Monchiero, presidente Fiaso, che esprime preoccupazione.
Un calo dei consumi che va a discapito soprattutto delle fasce più deboli della popolazione. È questo per Giovanni Bissoni, presidente nazionale dell''Agenas, il quadro che sta emergendo nel nostro Paese, dove sta succedendo quello che è accaduto già in altri Paesi
“Anche nel 2011 la gestione della spesa sanitaria presenta risultati migliori delle attese". Così la Corte dei Conti nel rapporto sulla finanza pubblica 2012
In Sanità, la spending review potrebbe ottenere risultati significativi. Perché negli ultimi dieci anni la spesa per il Ssn è cresciuta a ritmi che difficilmente si possono spiegare con il solo incremento della domanda. La riflessione arriva dall’economista Francesco Daveri.
Un contenimento dei conti nella sanità che sta diventando sempre più difficile, tanto che Regioni fino a poco fa considerate in regola nel 2011 sono andate in rosso. Questo uno dei dati che emerge dai tavoli di monitoraggio del Governo.
Più di 4 miliardi di euro per cominciare. Ma i risparmi potrebbero arrivare a 100 miliardi sul breve periodo e addirittura a 300 in tempi più lunghi. Sono le cifre che dovrebbero arrivare dalla spending review così come escono dal piano di interventi presentato da Enrico Bondi
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