La Società italiana di farmacologia (SIF) esprime apprezzamento per il meccanismo di accesso precoce ai farmaci previsto dal disegno di legge di Bilancio 2027, ma richiama la necessità di definire garanzie nel caso in cui le successive negoziazioni sulla rimborsabilità non vadano a buon fine. La posizione è contenuta in un comunicato diffuso il 3 novembre, nel quale la società scientifica interviene anche sulla sostenibilità della spesa farmaceutica e sul sistema del payback.
«Già nel 2024 avanzammo una proposta di early access molto simile a quella proposta adesso dal Governo e reputiamo che questa sia una priorità per il nostro sistema per arginare la deriva verso la privatizzazione della sanità», dichiara Armando Genazzani, presidente della SIF. «Rimane ancora irrisolto il tema della clausola di salvaguardia nel caso in cui le successive negoziazioni non vadano a buon fine, ma siamo sicuri che il Governo troverà una soluzione».
Il disegno di legge introduce, per il triennio 2027-2029, una procedura sperimentale per consentire l'accesso a medicinali destinati al trattamento di patologie gravi e invalidanti, in assenza di valide alternative terapeutiche e quando il trattamento non può essere rinviato. Il meccanismo riguarda medicinali non ancora autorizzati alla rimborsabilità e prevede un limite di spesa di 70 milioni di euro annui, a valere sulle risorse già destinate ai farmaci innovativi.
La SIF considera l'accesso tempestivo alle terapie che apportano miglioramenti rilevanti alla salute una questione di equità. La richiesta di chiarire le garanzie in caso di esito negativo delle negoziazioni rappresenta uno degli aspetti che la società scientifica ritiene ancora da affrontare.
Un secondo tema riguarda il payback farmaceutico. Genazzani riconosce l'importanza delle ulteriori risorse previste dalla Manovra, ma sottolinea che il sistema di restituzione della spesa resta un elemento strutturale del finanziamento sanitario.
«È quindi fondamentale trovare un nuovo assetto che permetta la sostenibilità e, contemporaneamente, renda il mercato italiano attrattivo, riducendo la dipendenza dal payback», afferma il presidente SIF.
Secondo la società scientifica, il mantenimento del meccanismo anche per farmaci generici, biosimilari e medicinali acquistati attraverso gare rischia di ridurre la competitività del mercato e di compromettere la disponibilità di prodotti a basso costo.
Genazzani richiama inoltre le conseguenze del payback sulla formazione dei prezzi e sui bilanci regionali. A suo giudizio, il sistema può contribuire ad aumentare il costo delle terapie, mentre le restituzioni delle aziende sono diventate una componente necessaria per la chiusura dei bilanci delle Regioni.
«Il tema del payback è estremamente complesso», osserva Genazzani, che ne considera necessario il superamento pur riconoscendo le difficoltà legate alla sua natura strutturale.
La SIF chiede infine di estendere alle altre componenti della spesa sanitaria strumenti di monitoraggio comparabili a quelli utilizzati per i medicinali. Secondo Genazzani, la spesa farmaceutica è in aumento, ma rimane sottoposta a un controllo rigoroso.