La Manovra 2027 non prevede risorse sufficienti per rafforzare il personale sanitario e garantire il funzionamento dell'assistenza territoriale. È la posizione espressa dalla Cgil e dal Sumai Assoprof, che contestano il disegno di legge di Bilancio con due rilievi distinti: la riduzione del finanziamento sanitario in rapporto al Pil e l'assenza di interventi specifici per gli specialisti ambulatoriali convenzionati.
Secondo le elaborazioni della Cgil, il fabbisogno sanitario nazionale raggiungerebbe 146,3 miliardi di euro nel 2027, ma la sua incidenza sul Pil scenderebbe dal 6,14% del 2026 al 6,11% nel 2027, fino al 5,83% nel 2029. Gli incrementi previsti dal disegno di legge ammonterebbero a 2,36 miliardi nel 2027, 2,35 miliardi nel 2028 e 2,40 miliardi nel 2029.
Daniela Barbaresi, segretaria confederale della Cgil, definisce la Manovra «irricevibile» e sostiene che gli stanziamenti non consentano di finanziare adeguatamente assunzioni e valorizzazione del personale. Il sindacato richiama in particolare le necessità delle Case della comunità, degli Ospedali di comunità e dell'assistenza domiciliare, nell'ambito della riforma territoriale sostenuta dal Pnrr.
La Cgil contesta inoltre la destinazione vincolata di parte delle risorse, con riferimento ai tetti della spesa farmaceutica e delle prestazioni acquistate dal privato accreditato, mentre rimangono i vincoli alla spesa per il personale.
Sul versante della specialistica ambulatoriale interviene Antonio Magi, segretario generale del Sumai Assoprof, che denuncia l'assenza di misure specifiche per i 18.000 specialisti ambulatoriali convenzionati, i veterinari e gli altri professionisti che operano nell'ambito dell'Accordo collettivo nazionale.
Secondo Sumai, il disegno di legge non prevede stanziamenti vincolati per il rinnovo delle convenzioni 2025-2027. Il sindacato rileva inoltre che i 300 milioni destinati alle prestazioni aggiuntive per la riduzione delle liste d'attesa e le risorse per le indennità di pronto soccorso riguardano il personale dipendente, senza estendersi ai convenzionati.
«Senza gli specialisti ambulatoriali la riforma dell'assistenza territoriale resta sulla carta», afferma Magi, richiamando il ruolo della categoria nelle Case della comunità, nella presa in carico dei pazienti cronici e nella diagnostica di primo livello.
Anche Federico Bozzanca, segretario generale della Fp Cgil, segnala il rischio di ulteriori riduzioni dei servizi e di chiusura di strutture ospedaliere, che attribuisce all'insufficienza delle risorse e alle difficoltà di trattenere il personale nel settore pubblico.
Le organizzazioni annunciano iniziative di mobilitazione. La Cgil conferma lo sciopero generale del 20 novembre e la raccolta di firme per una proposta di legge di iniziativa popolare sul rafforzamento del Ssn. Sumai avverte che, in assenza di risposte durante l'esame parlamentare della Manovra, è pronto a promuovere una mobilitazione nazionale degli specialisti ambulatoriali.