Nei primi nove mesi del 2026 il 18,3% delle prenotazioni per prime visite urgenti e il 22,7% di quelle per esami urgenti ha ricevuto una prima data disponibile oltre i tre giorni previsti. È quanto emerge dall'analisi della Fondazione GIMBE sui dati del Bollettino AGENAS e della Piattaforma nazionale delle liste di attesa, pubblicata il 27 ottobre.
Le percentuali migliorano rispetto allo stesso periodo del 2025: la quota di prenotazioni urgenti entro i tempi sale dal 78,8% all'81,7% per le visite e dal 74,2% al 77,3% per gli esami. Restano tuttavia fuori soglia circa una prenotazione urgente su cinque.
Criticità analoghe riguardano le prestazioni con priorità breve, da garantire entro dieci giorni. In questa classe supera i tempi il 19,4% delle prime visite e il 21,8% degli esami. Per le visite differibili, da effettuare entro 30 giorni, la quota di prenotazioni fuori soglia raggiunge il 26,6%.
«I dati per classe di priorità – commenta Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione GIMBE – documentano che, dopo le visite con priorità differibile, le quote più elevate di prenotazioni fuori soglia riguardano visite ed esami con priorità urgente e breve».
L'analisi segnala anche ritardi particolarmente marcati per alcune prestazioni. Tra le prime visite, la quota più elevata di prenotazioni oltre i tempi riguarda dermatologia e allergologia (30,1%), seguite da oculistica (26,8%), gastroenterologia (26,2%), urologia (24,3%), neurologia (23,3%) ed endocrinologia (22,5%). La quota più bassa si registra per le visite oncologiche (4,7%).
Per gli esami diagnostici, le percentuali maggiori di prenotazioni fuori soglia riguardano colonscopia (30,7%), elettromiografia (28,1%) e gastroscopia (27,4%).
Il dato complessivo può nascondere situazioni più critiche nelle singole classi di priorità. Nei primi nove mesi del 2026, su 2.839 prenotazioni urgenti di colonscopia, 1.845, pari al 65%, hanno ricevuto una prima disponibilità oltre i tre giorni previsti.
Dalla piattaforma nazionale emerge inoltre che, per il 5,1% degli esami urgenti, la prima data disponibile è stata proposta ad almeno 31 giorni dal contatto con il CUP, rispetto ai tre previsti. Per l'8,3% delle visite differibili la prima disponibilità è stata proposta ad almeno 121 giorni, contro il limite di 30.
Nel complesso, le prenotazioni monitorate sono aumentate da 19,75 a 21,81 milioni rispetto ai primi nove mesi del 2025. Le quote entro i tempi sono migliorate di 1,7 punti percentuali sia per le visite sia per gli esami, ma oltre quattro milioni di prenotazioni continuano a superare le soglie massime.
GIMBE richiama infine un limite del monitoraggio: gli indicatori disponibili misurano l'intervallo tra il contatto con il CUP e la prima data proposta, non il tempo trascorso fino all'effettiva erogazione della prestazione.
Per ricostruire l'attesa complessiva dei pazienti, la Fondazione chiede di collegare i dati delle prescrizioni, delle prenotazioni e delle prestazioni effettivamente eseguite, includendo anche le richieste che non arrivano alla prenotazione.