Procede regolarmente il decorso post-operatorio di Papa Leone XIV, ricoverato al Policlinico Gemelli di Roma dopo l'intervento chirurgico per l'asportazione di un adenocarcinoma polmonare. Secondo il bollettino medico diffuso dal Vaticano nel pomeriggio del 14 ottobre, gli esami del sangue e la radiografia del torace hanno confermato valori nella norma per il tipo di intervento eseguito. Il Pontefice ha inoltre iniziato a camminare nella propria stanza, ha svolto fisioterapia respiratoria e ha ripreso una regolare alimentazione.
«Questa mattina il Santo Padre ha eseguito gli esami del sangue e la radiografia del torace previsti dopo l'intervento. Gli esiti confermano un decorso post-operatorio regolare: i valori sono nella norma per il tipo di intervento eseguito», si legge nel bollettino medico diffuso dal Vaticano e riportato dall'ANSA.
Un secondo aggiornamento precisa che il Papa «ha svolto la fisioterapia respiratoria ed ha iniziato a camminare in stanza. Ha ripreso una regolare alimentazione facendo colazione e pranzo. Il decorso procede secondo quanto previsto».
L'operazione per l'asportazione dell'adenocarcinoma polmonare è durata circa 90 minuti, nell'ambito di una permanenza complessiva in sala operatoria di circa tre ore, e si è conclusa senza complicanze.
Per rimuovere la neoplasia, confermata dall'esame istologico estemporaneo, i chirurghi hanno asportato il lobo inferiore del polmone destro con tecnica videoassistita.
Dopo un breve periodo di osservazione, il Pontefice si è risvegliato regolarmente ed è rientrato nella propria stanza al decimo piano del Policlinico Gemelli.
Secondo quanto riferito da fonti vaticane, il tessuto tumorale è stato rimosso completamente. Per definire il successivo percorso clinico sarà tuttavia necessario attendere gli esiti definitivi degli esami istologici, compresa la valutazione dei linfonodi.
Come spiegato da Claudio Micheletto, direttore dell'Unità operativa complessa di Pneumologia dell'Azienda ospedaliera universitaria di Verona e membro del direttivo dell'Associazione italiana pneumologi ospedalieri (AIPO), se la neoplasia risulterà confinata al lobo asportato, l'intervento potrebbe essere risolutivo.
L'eventuale presenza di cellule tumorali nei linfonodi potrebbe invece rendere necessari ulteriori trattamenti. Al momento, secondo lo specialista, è prematuro stabilire se saranno necessarie altre terapie.
L'adenocarcinoma è il sottotipo più frequente di tumore polmonare non a piccole cellule e rappresenta circa il 60% dei casi. La diagnosi precoce è fondamentale perché, nelle forme localizzate e operabili, la chirurgia può offrire possibilità di cura.
Gli aggiornamenti del 14 ottobre confermano l'avvio delle prime attività di recupero dopo l'intervento, con fisioterapia respiratoria e mobilizzazione precoce.
Il Pontefice ha ripreso anche l'alimentazione, consumando regolarmente colazione e pranzo.
La durata della degenza e i tempi di ripresa saranno valutati in base all'andamento clinico. Il decorso post-operatorio è attualmente regolare, mentre la definizione dell'eventuale percorso oncologico successivo resta subordinata agli esiti istologici definitivi.