Dal 1° novembre alcuni farmaci finora consegnati direttamente nelle medicine di gruppo di Ferrara saranno ritirati dagli assistiti nelle farmacie attraverso la distribuzione per conto (Dpc). La modifica, prevista da una delibera regionale del 6 luglio 2026, è contestata dalla FIMMG provinciale, che attende il confronto con l’Ausl fissato per il 6 ottobre e non esclude iniziative di sciopero. L’Ausl Ferrara precisa invece che il cambiamento deriva dall’applicazione degli accordi nazionali sulle farmacie convenzionate e che le competenze dei medici sulla gestione della terapia resteranno invariate.
La protesta dei medici è stata riportata dalla stampa locale il 27 settembre. Claudio Casaroli, rappresentante provinciale della FIMMG, ha spiegato che attualmente il farmaco viene preparato dalla farmacia ospedaliera e successivamente consegnato agli assistiti nelle medicine di gruppo.
«Come servizio eroghiamo direttamente il farmaco, preparato dalla farmacia ospedaliera, che poi consegniamo ai pazienti, soprattutto quelle persone più fragili, come diabetici e anziani», ha affermato Casaroli. Secondo il sindacato, la consegna rappresenta un servizio per gli assistiti e la sua cessazione rischia di indebolire l’attività delle medicine di gruppo. «Non escludiamo azioni di sciopero, se non si rivedranno queste decisioni», ha aggiunto Casaroli.
L’Ausl ha risposto precisando che sono poco meno di 900 le persone che attualmente ritirano i medicinali nelle medicine di gruppo, concentrate soprattutto nella città di Ferrara. Secondo l’azienda sanitaria, gli assistiti potranno continuare a ricevere gli stessi farmaci scegliendo la farmacia più comoda, senza interruzioni della terapia.
Per la medicina generale non cambieranno invece le attività connesse alla gestione clinica della terapia. «La Medicina generale continuerà a svolgere un fondamentale ruolo sulla politica del farmaco, sull’appropriatezza prescrittiva, sulla ricognizione riconciliazione terapeutica, nonché sulla verifica dell’aderenza alla prescrizione», precisa l’Ausl. «La sola distribuzione del farmaco viene demandata a un altro soggetto che è un importante nodo della rete, su disposizione nazionale».
L’azienda sanitaria riconduce infatti la modifica agli accordi nazionali sulle farmacie convenzionate, recepiti a livello regionale con la delibera del 6 luglio 2026. Il provvedimento disciplina le attività e i servizi erogabili dalle farmacie convenzionate e comprende, oltre alla distribuzione dei farmaci per conto delle aziende sanitarie, FarmaCUP, rilascio dell’identità digitale per l’accesso al Fascicolo sanitario elettronico, partecipazione agli screening oncologici e distribuzione di alimenti a fini speciali.
Nel confronto è intervenuta anche Federfarma Emilia-Romagna. Il presidente Achille Gallina Toschi, intervistato dal Resto del Carlino, ha invitato a non trasformare il tema in una contrapposizione tra professionisti sanitari, sottolineando la complementarità dei ruoli di medici e farmacisti e la capillarità delle farmacie territoriali.
Il prossimo passaggio è previsto il 6 ottobre, quando FIMMG e Ausl Ferrara si confronteranno sulle modalità del passaggio dalla consegna nelle medicine di gruppo al ritiro nelle farmacie.