Nel 2024 le istanze per il riconoscimento di titoli sanitari conseguiti all’estero sono state 6.822, con un aumento del 60%, mentre nel 2025 sono stati emanati oltre 6.000 provvedimenti. A partire da questi dati, la Federazione Italiana Medici di Medicina Generale (FIMMG) propone un flusso informativo strutturato e periodico tra gli Ordini delle professioni sanitarie e il Ministero della Salute, per mettere a confronto entrate e uscite dei professionisti dal sistema italiano.
La proposta è stata avanzata da Silvestro Scotti, segretario generale nazionale della FIMMG, dopo l'intervento del Ministero della Salute sul caso di Anna Lisa Calì, medico di medicina generale rientrata dal Regno Unito. Scotti ha espresso apprezzamento per la rapida attivazione del Ministero e per la conferma che la situazione della professionista sarà risolta a breve.
Secondo il segretario FIMMG, i dati sui riconoscimenti dei titoli conseguiti all'estero devono essere considerati insieme a quelli relativi ai professionisti che lasciano il Servizio sanitario nazionale o richiedono agli Ordini i certificati necessari per lavorare fuori dall'Italia.
«Sono segnali reali, che vanno ascoltati e che raccontano condizioni di lavoro da migliorare. Ma sono metà della storia», afferma Scotti. Secondo il segretario FIMMG, considerando anche le entrate, «il saldo cambia di segno e ci dice che il nostro Paese e il suo SSN continuano ad attrarre professionisti sanitari in numeri più che significativi». Il comunicato non riporta tuttavia dati complessivi sulle uscite che consentano un confronto quantitativo tra i due flussi.
Per FIMMG, la mobilità dei professionisti sanitari dovrebbe essere quindi valutata attraverso il differenziale tra chi lascia il Paese e chi vi entra o rientra. L'obiettivo è disporre di informazioni utilizzabili anche per la programmazione sanitaria e formativa.
La Federazione propone in particolare di confrontare periodicamente i certificati rilasciati per l'esercizio professionale all'estero con i riconoscimenti dei titoli conseguiti fuori dall'Italia. I dati dovrebbero essere disaggregati per professione, area formativa e specializzazione, compresa la formazione specifica in medicina generale.
«Sapere in quali professioni e discipline perdiamo professionisti e in quali li recuperiamo è uno strumento indispensabile per la programmazione dei fabbisogni formativi e degli accessi», conclude Scotti. Per FIMMG, anche l'accelerazione delle procedure di riconoscimento dei titoli rappresenta un passaggio necessario per trasformare l'arrivo o il rientro dei professionisti in risorse effettivamente disponibili per i cittadini.