Continua ad aumentare il numero dei casi di malattia da virus Ebola Bundibugyo nella Repubblica Democratica del Congo. Al 20 settembre 2026 l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) registra 7.733 casi confermati e 3.732 decessi, con un tasso grezzo di letalità del 48,3%. L’epidemia ha raggiunto 63 zone sanitarie in sette province.
I dati diffusi dal ministero congolese della Comunicazione e dei Media aggiornano ulteriormente il bilancio a 7.773 casi confermati e 3.759 decessi. Le persone guarite sono 1.935, mentre 839 pazienti risultano in isolamento o ricoverati. Secondo le autorità congolesi, il tracciamento dei contatti ha raggiunto l’84,5%.
L’ultimo rapporto dell’Oms segnala una nuova espansione geografica dell’epidemia. La zona sanitaria di Dungu, nella provincia dell’Haut-Uélé, al confine con il Sud Sudan, è l’ultima area interessata. L’Oms sottolinea che l’estensione verso le frontiere internazionali aumenta la preoccupazione per un’ulteriore diffusione, mentre la trasmissione presenta andamenti differenti nelle province e nelle zone sanitarie coinvolte. Nell’ultima settimana considerata dal rapporto sono stati registrati 475 nuovi casi confermati e 222 decessi.
Una settimana prima, al 13 settembre, l’epidemia interessava 62 zone sanitarie in sette province, con 7.258 casi confermati e 3.510 decessi. L’Ituri restava il principale focolaio, pur con una riduzione del suo peso relativo sul totale dei casi, mentre la trasmissione continuava ad aumentare nel Nord Kivu e persisteva nell’Haut-Uélé.
Prosegue intanto il rafforzamento della risposta sanitaria. Secondo l’aggiornamento delle autorità congolesi riportato da Adnkronos Salute, nel Nord Kivu l’apertura del Centro di trattamento dell’Ebola Matanda a Katwa e il potenziamento delle capacità a Butembo stanno aumentando l’assistenza nelle aree maggiormente interessate.
La risposta coinvolge anche le scuole. Nel Bas-Uélé, secondo le autorità congolesi, 542 funzionari scolastici sono stati sensibilizzati e alcuni giovani sono stati formati per favorire l’identificazione precoce della malattia e contribuire alla riapertura in sicurezza degli istituti.
L’Oms aveva già segnalato il 10 settembre la persistenza della trasmissione e l’espansione geografica dell’epidemia. L’organizzazione indica tra le priorità il riconoscimento rapido dei casi, i test, l’assistenza di supporto e il rafforzamento della sorveglianza e della collaborazione transfrontaliera. Per il virus Bundibugyo l’efficacia nell’uomo del vaccino Ervebo, autorizzato contro Ebola Zaire, non è stata stabilita e l’Oms ne raccomanda l’impiego contro Bundibugyo soltanto nell’ambito di protocolli di ricerca.