Quasi un medico su quattro ha più di 55 anni e potrebbe andare in pensione nel prossimo decennio. Nei Paesi ad alto reddito la quota sale quasi a uno su tre. È quanto emerge dal rapporto National health workforce accounts: health workforce levels and trends 2026, pubblicato dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) sulla base dei dati ufficiali trasmessi dai Paesi attraverso i National Health Workforce Accounts. Il dato sull’età dei medici si basa sulle informazioni più recenti disponibili per 122 Paesi.
Il rapporto, primo di una nuova serie annuale dell’Oms dedicata alla consistenza e all’evoluzione della forza lavoro sanitaria, concentra l’analisi 2026 sull’invecchiamento della popolazione e degli stessi professionisti sanitari e sulle conseguenze per il fabbisogno futuro di personale. Secondo l’Oms, il deficit globale di operatori sanitari è stimato in 11,1 milioni di unità entro il 2030. Sono 67 i Paesi che, secondo le proiezioni, non disporranno di personale sanitario sufficiente per rispondere ai bisogni di salute della popolazione entro la stessa data.
«L'invecchiamento è la crisi nascosta della forza lavoro sanitaria che richiede attenzione urgente», ha affermato Khassoum Diallo, responsabile ad interim dell'unità Health Workforce Policies and Data della WHO Academy. Il fenomeno, ha spiegato, determina una doppia pressione sui sistemi sanitari, soprattutto nei Paesi ad alto reddito: aumenta la domanda di assistenza mentre una parte consistente della forza lavoro sanitaria si avvicina alla pensione.
Il tema riguarda direttamente anche l’Italia. Secondo i dati Ocse relativi al 2023, il 44% dei medici italiani aveva almeno 55 anni. Una quota superiore si registrava soltanto in Bulgaria, Lettonia ed Estonia. Inoltre, più del 20% dei medici in Italia aveva almeno 65 anni, la percentuale più elevata tra i Paesi considerati dall’Ocse.
A livello globale, il quadro si inserisce in una crescita della forza lavoro sanitaria registrata negli ultimi vent'anni. La densità di medici, personale infermieristico e ostetrico, dentisti e farmacisti è aumentata del 52%, passando da 44,8 professionisti ogni 10.000 abitanti nel 2006 a 67,9 nel 2025. Nel mondo sono oggi presenti oltre 70 milioni di operatori sanitari e dell'assistenza.
La crescita non ha però eliminato le differenze geografiche. Nella Regione europea dell’Oms la densità dei medici è 13 volte superiore rispetto alla Regione africana, mentre quella del personale infermieristico e ostetrico è sei volte maggiore. «Nonostante i progressi, persistono carenze gravi e disomogenee di operatori sanitari e dell'assistenza», ha sottolineato Diallo.
Nel 2025 oltre il 90% degli Stati membri dell’Oms ha trasmesso dati sulla forza lavoro sanitaria. Dall’introduzione dei National Health Workforce Accounts nel 2017, la disponibilità di queste informazioni è aumentata di quasi venti volte.