Medici di medicina generale e operatori dei Telefoni Verdi istituzionali saranno i primi destinatari in Italia della fase pilota di Bizi, programma europeo di formazione per riconoscere precocemente i segnali di rischio suicidario, offrire un primo supporto non specialistico e facilitare l’accesso ai servizi di assistenza e cura. L’iniziativa rientra nelle attività dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS) nell’ambito della Joint Action europea PRISM – Prevention oriented RIghts-based approach to Support Mental health in vulnerable population groups.
Il progetto viene presentato dall’ISS in occasione della Giornata mondiale per la prevenzione del suicidio del 10 settembre. L’obiettivo è costruire una rete di cosiddetti gatekeeper, o “sentinelle di comunità”: persone che, per il proprio ruolo professionale o sociale, entrano frequentemente in contatto con soggetti vulnerabili e possono intercettare situazioni di rischio.
Le “sentinelle” non sostituiscono i professionisti della salute mentale. Il loro compito è riconoscere possibili segnali di allarme, fornire una prima risposta non specialistica e favorire il collegamento con i servizi competenti.
L’iniziativa si inserisce in un quadro che nel 2023 ha registrato in Italia 3.830 decessi per suicidio tra le persone di almeno 15 anni, con un tasso standardizzato di mortalità di 6,9 per 100.000 abitanti. Nel 2022 i decessi erano stati 3.934. Circa il 75% dei casi riguarda gli uomini: nel 2023 il tasso standardizzato è stato di 11,2 per 100.000 tra gli uomini e di 3,0 tra le donne.
Persistono anche differenze territoriali. Nel 2023 il Nord-Est ha registrato il rischio più elevato, mentre i valori più bassi sono stati rilevati al Sud. Tra le Regioni, i tassi più alti sono stati osservati in Valle d’Aosta, Sardegna e Piemonte e quelli più bassi in Campania, Liguria e Lazio.
Un ulteriore indicatore arriva dai servizi di ascolto. Nel 2024 Telefono Amico Italia ha registrato oltre 6.700 richieste di aiuto legate all’ideazione suicidaria; nel primo semestre del 2026 sono state più di 4.200, in aumento rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
Bizi è stato sviluppato originariamente dal Servizio sanitario basco Osakidetza. Il programma prevede un percorso online interattivo, gratuito e fruibile autonomamente, della durata di circa 90 minuti. Video, audio, casi simulati ed esercitazioni sono finalizzati allo sviluppo di tre competenze: riconoscere precocemente i segnali di rischio, offrire un primo supporto adeguato e non specialistico e favorire l’invio ai servizi specializzati.
«Nell’ambito di JA PRISM stiamo lavorando, come gruppo, all’adattamento di Bizi al contesto italiano», spiega Eloise Longo, del Dipartimento di Neuroscienze dell’ISS. La fase pilota, precisa, coinvolgerà inizialmente «gli operatori dei Telefoni Verdi istituzionali e i medici di medicina generale del Servizio Sanitario Nazionale», due contesti che consentono di intercettare richieste di aiuto anche prima dell’accesso ai servizi specialistici.
L’efficacia della formazione sarà valutata misurando conoscenze sul fenomeno suicidario, atteggiamenti e autoefficacia percepita dei partecipanti prima del corso, al termine e a sei mesi di distanza. Conclusa la fase pilota, l’obiettivo è estendere progressivamente la formazione ad altre figure professionali.