Per rendere operative le Case di Comunità servono anche nuove assunzioni e non è sufficiente spostare gli attuali medici di famiglia dai loro ambulatori. È la posizione espressa dal Sindacato Medici Italiani (SMI) durante l'incontro con il presidente della Regione Campania Roberto Fico, che si è svolto il 7 settembre a Palazzo Santa Lucia, a Napoli. Al confronto hanno partecipato Giovanni Senese, segretario regionale SMI Campania, e alcuni segretari provinciali del sindacato.
«Ci siamo resi disponibili a dare una mano per risolvere le grosse criticità che attraversano la medicina generale a partire dall'operatività delle Case di Comunità che sicuramente hanno anche bisogno di nuove assunzioni», afferma Senese. Secondo il rappresentante SMI, i problemi legati al funzionamento delle strutture territoriali non possono essere affrontati «solo spostando gli attuali medici di famiglia dai loro ambulatori».
Nel corso dell'incontro il sindacato ha posto anche il tema della riduzione degli adempimenti burocratici, chiedendo in particolare la piena dematerializzazione della ricetta. L'obiettivo indicato da SMI è destinare più tempo alla cura dei pazienti e alla pratica clinica.
«Il medico di famiglia non può essere visto come colui che s'impegna solo per garantire l'esenzione ai ticket o per altre pratiche burocratiche, che invece dovrebbero essere svolte dalle Asl», sostiene Senese.
Tra i temi affrontati anche le liste d'attesa e la necessità, secondo il sindacato, di garantire programmazione e sostenibilità a una componente assistenziale che in molti territori concorre in maniera strutturale alla risposta ai bisogni di salute dei cittadini.
SMI Campania giudica positivo l'esito dell'incontro e riferisce di una «grande apertura» da parte del presidente Fico sull'insieme delle questioni affrontate. Il sindacato annuncia inoltre che al confronto seguiranno altri appuntamenti.