Si allunga il fronte delle società scientifiche contrarie al reintegro nel Servizio sanitario nazionale dei medici radiati durante la pandemia per il mancato rispetto degli obblighi vaccinali. Dopo le prese di posizione di altre realtà del mondo scientifico, interviene anche la Società Italiana di Gerontologia e Geriatria (SIGG), che esprime "profonda contrarietà" al provvedimento, ritenendo che possa indebolire uno dei principi cardine della sanità pubblica: il rispetto delle evidenze scientifiche nella pratica medica. Secondo la SIGG, l'esercizio della professione deve essere sempre guidato dalla responsabilità deontologica e dalla tutela dei pazienti, in particolare delle persone più vulnerabili.
"La pandemia ha dimostrato con drammatica evidenza quanto sia essenziale contare su un servizio sanitario fondato sulla fiducia dei cittadini nei confronti dei professionisti e delle istituzioni", afferma il presidente della SIGG, Dario Leosco. "Qualunque scelta interpretabile come una legittimazione di comportamenti in contrasto con le migliori conoscenze scientifiche rischia di compromettere tale fiducia e di indebolire la cultura della prevenzione". La società scientifica richiama inoltre il ruolo delle vaccinazioni, definite "uno dei successi più importanti della medicina moderna", sottolineando come la loro efficacia sia supportata da un ampio patrimonio di evidenze scientifiche e abbia contribuito a ridurre in modo significativo malattie infettive, complicanze e mortalità.
Per i geriatri il tema assume un rilievo ancora maggiore considerando la popolazione anziana e fragile. "Infezioni come Covid-19, influenza, malattie pneumococciche, Herpes zoster e virus respiratorio sinciziale continuano a rappresentare una minaccia concreta per milioni di anziani, determinando spesso ricoveri, perdita dell'autonomia, aggravamento delle patologie croniche, disabilità permanente e morte", osserva Leosco, ribadendo che l'adesione ai programmi vaccinali raccomandati resta uno strumento fondamentale per promuovere un invecchiamento sano e preservare la qualità della vita. La SIGG conclude auspicando che ogni decisione relativa all'accesso e al reintegro dei professionisti nel Ssn sia coerente con i principi della medicina basata sulle evidenze, della responsabilità professionale e della tutela della salute collettiva. "Difendere la credibilità della scienza e la cultura della prevenzione non è una posizione ideologica, ma un preciso dovere verso la comunità e, in primo luogo, verso le persone anziane e fragili", conclude il presidente della società scientifica.