Una struttura sanitaria ha richiesto il risarcimento per i danni derivanti dal rilascio dell'accreditamento istituzionale avvenuto solo otto anni dopo l'istanza. La società lamentava un ingente pregiudizio economico per il sottoutilizzo degli investimenti, la perdita di clientela potenziale e l'erogazione di prestazioni "sottocosto" nel periodo di attesa, oltre alla lesione dell'immagine professionale. Il nucleo della controversia riguardava la natura della condotta amministrativa: se fosse un mero comportamento illecito lesivo dell'affidamento o l'esercizio (ritardato) di un potere autoritativo. L'analisi si è concentrata sulla distinzione tra diritto soggettivo alla libera iniziativa e interesse legittimo al provvedimento ampliativo. Nonostante le doglianze sulla violazione dei canoni di correttezza e buona fede durante le lunghe interlocuzioni documentali, è stato stabilito che la pretesa risarcitoria è indissolubilmente legata all'esercizio del potere pubblico. L'esito finale ha confermato che la cognizione della domanda appartiene esclusivamente alla magistratura che vigila sull'operato della Pubblica Amministrazione, escludendo la competenza del tribunale ordinario anche per la domanda di indebito arricchimento. (avv. Ennio Grassini- www.dirittosanitario.net)
Glossario giuridico essenziale
Accreditamento istituzionale: atto che inserisce una struttura privata nel sistema pubblico, rendendola idonea a erogare prestazioni per conto dello Stato.
Giurisdizione: il potere dei giudici di decidere una lite; definisce se un caso spetti al giudice ordinario (diritti) o amministrativo (interessi).
Interesse legittimo: la pretesa di un privato che la Pubblica Amministrazione agisca correttamente per ottenere un beneficio (es. una concessione).
Concessione di pubblico servizio: l'atto con cui lo Stato affida a un privato la gestione di un servizio di utilità collettiva, come la sanità.