Il parere dell'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato sul disegno di legge delega in materia di professioni sanitarie apre un confronto con gli Ordini professionali. La Federazione nazionale degli Ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri (Fnomceo) e la Commissione Albo Odontoiatri (CAO) contestano le osservazioni formulate dall'Autorità, sostenendo che non colgano la funzione pubblica attribuita agli Ordini dalla normativa vigente.
Nel parere richiesto dal Ministero della Salute, l'Antitrust valuta positivamente numerose misure contenute nel disegno di legge, tra cui il rafforzamento della formazione specialistica, la valorizzazione delle competenze professionali, la semplificazione delle attività amministrative e i meccanismi premiali collegati alla qualità dell'assistenza e alla riduzione delle liste d'attesa.
L'Autorità formula però alcune raccomandazioni su aspetti ritenuti potenzialmente rilevanti sotto il profilo della concorrenza. In particolare, osserva che il futuro sistema nazionale di certificazione delle competenze dovrebbe limitarsi a riconoscere competenze già acquisite attraverso formazione ed esperienza professionale, senza diventare uno strumento autonomo di attribuzione di nuove competenze. Propone inoltre che la certificazione sia gestita da soggetti terzi indipendenti, sulla base di criteri trasparenti, verificabili e interoperabili.
Con riferimento alla formazione continua, l'Autorità ritiene inoltre che non debbano essere previsti assetti che riservino in via esclusiva o prevalente l'organizzazione delle attività formative agli Ordini professionali o a organismi a essi collegati, raccomandando procedure trasparenti e non discriminatorie per l'accreditamento dei soggetti formatori. Sul ruolo degli Ordini, il parere sottolinea la necessità di mantenere una chiara distinzione tra le funzioni pubblicistiche di regolazione e vigilanza sull'esercizio professionale e quelle di rappresentanza della categoria.
La replica di Fnomceo e CAO respinge questa impostazione. I presidenti Filippo Anelli e Raffaele Senna affermano di essere "rammaricati e sconcertati" perché, a loro giudizio, l'Autorità "sembra non cogliere l'essenza e il ruolo degli Ordini delle professioni sanitarie". Secondo i due presidenti, gli Ordini sono organi sussidiari dello Stato chiamati a tutelare gli interessi dei cittadini e della collettività, funzione che comprende anche l'attività consultiva sulle materie riguardanti il Servizio sanitario nazionale, la formazione continua, la certificazione delle competenze e gli assetti organizzativi.
Anelli e Senna difendono inoltre il ruolo disciplinare degli Ordini, sostenendo che non rappresenti uno strumento di limitazione della concorrenza, ma di tutela dei cittadini, e ribadiscono che la formazione continua costituisce "una responsabilità etica e civile" che deve essere affidata a soggetti dotati di competenze certificate, tra i quali gli Ordini professionali rivendicano un ruolo.