Il Progetto Mimosa, iniziativa promossa da Farmaciste Insieme per sostenere le donne vittime di violenza attraverso la rete delle farmacie, entra in una nuova fase con il lancio di Progetto Mimosa Lombardia, il primo progetto pilota regionale destinato a sperimentare un modello strutturato di ascolto, informazione e orientamento. Presentato a Milano, a Palazzo Pirelli, il progetto punta a rafforzare la rete territoriale coinvolgendo non solo le farmacie, ma anche medici di medicina generale, infermieri, odontoiatri, ospedali, associazioni civiche e realtà del mondo dello sport, con l'obiettivo di favorire un'intercettazione precoce delle situazioni di fragilità e un più efficace orientamento verso i servizi di supporto.
Nato oltre 15 anni fa grazie all'impegno dell'associazione Farmaciste Insieme, il Progetto Mimosa rappresenta una delle principali iniziative sviluppate dal mondo della farmacia italiana a sostegno delle donne vittime di violenza. L'iniziativa si fonda sulle caratteristiche proprie della farmacia di comunità: la presenza capillare sul territorio, la facilità di accesso e il rapporto di fiducia che quotidianamente si instaura tra farmacista e cittadini.
In questo contesto, la farmacia viene riconosciuta come uno dei luoghi della rete territoriale in grado di cogliere precocemente situazioni di disagio e fragilità, offrendo un primo punto di ascolto e orientando le donne verso i servizi specializzati. Negli anni il progetto ha sviluppato percorsi di informazione, ascolto e orientamento grazie alla formazione dedicata di farmaciste e farmacisti e alla collaborazione con le realtà impegnate nel contrasto alla violenza di genere.
“Il Progetto Mimosa nasce dall'esperienza quotidiana delle farmaciste e dei farmacisti che operano nelle comunità locali. In questi anni abbiamo compreso quanto sia importante offrire alle donne non soltanto informazioni, ma anche ascolto, orientamento e la possibilità di essere accompagnate verso i servizi competenti” ha dichiarato Angela Margiotta, presidente di Farmaciste Insieme.
Con Progetto Mimosa Lombardia questa esperienza viene ora strutturata in un modello regionale che potrà rappresentare un riferimento per future iniziative analoghe in altre Regioni, ampliando la rete territoriale attraverso il coinvolgimento di tutte le principali professioni sanitarie.
Il progetto ha ricevuto il supporto non condizionante di EG STADA Group, major sponsor dell'iniziativa, Banca Credifarma e Chiesi Italia, che hanno aderito al progetto nell'ambito delle rispettive iniziative di responsabilità sociale.
Il progetto pilota lombardo ha coinvolto farmacisti che hanno aderito volontariamente all'iniziativa partecipando a uno specifico percorso formativo sviluppato insieme a esperti del contrasto alla violenza di genere e ai professionisti che operano nella rete territoriale antiviolenza. La formazione è finalizzata a fornire gli strumenti necessari per riconoscere possibili situazioni di fragilità, accogliere eventuali richieste di aiuto in modo appropriato e sicuro e indirizzare le donne verso i servizi competenti presenti sul territorio.
Accanto alle farmacie, un ruolo centrale è attribuito ai medici di medicina generale. “I medici di medicina generale rappresentano uno dei principali punti di accesso al Servizio sanitario nazionale e accompagnano le persone lungo tutto il percorso della loro vita, costruendo con i pazienti un rapporto di fiducia che spesso consente di intercettare precocemente situazioni di fragilità. Per questo la FIMMG aderisce con convinzione al Progetto Mimosa Lombardia e al Board Insieme Lab. La violenza di genere è un fenomeno complesso che richiede una risposta integrata, fondata sulla collaborazione tra tutti i professionisti della salute e la rete dei servizi territoriali. Lavorare insieme alle farmacie, alle istituzioni e alle altre realtà coinvolte significa rafforzare la capacità di ascolto, orientamento e presa in carico delle donne, contribuendo a costruire una rete di prossimità sempre più efficace, accessibile e vicina ai bisogni delle persone”, ha dichiarato Anna Pozzi, FIMMG Lombardia.
Anche gli infermieri entrano nella rete territoriale. “Gli Ordini delle Professioni Infermieristiche sono particolarmente attenti alla tematica della violenza di genere. Degli oltre 460mila iscritti all'Albo, tre infermieri su quattro sono donne e sentiamo forte la responsabilità di mettere in atto tutte le politiche attive per contrastare atteggiamenti aggressivi nei loro confronti, in contesti lavorativi e domestici”, ha dichiarato Barbara Mangiacavalli, presidente della Federazione nazionale degli Ordini delle professioni infermieristiche (Fnopi).
Tra gli strumenti messi a disposizione delle farmacie aderenti figura una locandina informativa dotata di QR Code che consente di accedere rapidamente a informazioni e contatti utili. A supporto del progetto è disponibile anche l'applicazione Free Bees, attraverso la quale è possibile consultare in modo semplice e riservato numeri utili, centri antiviolenza, servizi territoriali e informazioni dedicate alle donne che vivono situazioni di difficoltà.
L'iniziativa rappresenta inoltre l'attuazione del Protocollo d'intesa per la prevenzione e il contrasto della violenza contro le donne sottoscritto nel 2025 alla Camera dei Deputati dalla ministra per la Famiglia, la Natalità e le Pari Opportunità, Eugenia Roccella, insieme a Farmaciste Insieme, Fofi, Federfarma, Assofarm e Farmacie Unite.
Tra gli elementi di novità presentati insieme al progetto figura anche la costituzione di Insieme Lab, il Board delle reti territoriali del Progetto Mimosa Lombardia, concepito come uno spazio permanente di confronto e collaborazione tra professioni sanitarie, istituzioni, associazioni civiche, Terzo settore e mondo dello sport.
L'obiettivo è rafforzare la collaborazione tra i soggetti che operano quotidianamente sul territorio nella promozione della cultura del rispetto e nel sostegno alle persone in condizioni di fragilità, partendo dalla consapevolezza che fenomeni complessi come la violenza contro le donne richiedono un approccio integrato e multidisciplinare.
Del Board fanno parte Fondazione Ospedale Niguarda, FIMMG Lombardia, ANDI, Fnopi Lombardia, Cittadinanzattiva Lombardia, UISP e Federazione Motociclistica Italiana – Comitato regionale Lombardia, con l'obiettivo di consolidare una rete stabile tra professionisti sanitari, istituzioni e territorio per rafforzare i percorsi di ascolto, orientamento e presa in carico delle donne vittime di violenza.