La medicina legale italiana si dota di un Piano Strategico triennale articolato su sei priorità, presentato al 47° Congresso Nazionale della Società Italiana di Medicina Legale e delle Assicurazioni (SIMLA). Il documento, costruito secondo una logica di governance della complessità, individua nella disciplina lo strumento chiamato a comprendere, interpretare e governare la crescente interazione tra fenomeni biologici, sanitari, tecnologici, organizzativi, giuridici e sociali.
Il presidente SIMLA, prof. emerito Francesco Introna, descrive l'evoluzione delle funzioni della disciplina: "Lo specialista in medicina legale è oggi un vero e proprio operatore totipotente del diritto. Le possibilità applicative sono ormai multiple e diversificate: accanto alla classica attività forense, che va sempre più riducendosi in ambito penalistico e ingigantendosi in ambito civilistico e previdenziale ed ospedaliero, sempre più coinvolto nella prevenzione e valutazione del rischio clinico."
Il Piano si articola su sei direttrici integrate. Le prime tre riguardano il rafforzamento interno della disciplina: innovazione dottrinale, con l'istituzione di un Centro Studi SIMLA dedicato; formazione, merito e continuità generazionale, con un ruolo riconosciuto ai giovani medici legali e un core curriculum per la formazione specialistica; qualità, standard e uniformità delle pratiche professionali su tutto il territorio nazionale, attraverso linee guida e buone pratiche condivise.
Le restanti tre priorità guardano all'esterno della disciplina. La quarta è il Programma Nazionale per la Prevenzione del Suicidio, coerente con i Gold Standard dell'OMS. La quinta è il Governo del Rischio Sistemico, che segna il passaggio da una logica di gestione del singolo evento a un'analisi strutturata delle vulnerabilità che emergono dall'interazione tra fattori clinici, organizzativi, tecnologici, normativi e sociali. La sesta riguarda il rapporto tra medicina legale, intelligenza artificiale e nuove tecnologie, con l'obiettivo dichiarato di contribuire alla progettazione degli strumenti di IA piuttosto che adattarsi passivamente a essi.
Il prof. Vittoradolfo Tambone, tra i presidenti del Congresso, inquadra la priorità nei termini di una funzione di raccordo istituzionale: "La prevenzione del suicidio è una priorità nazionale e un indicatore sensibile della capacità di una società di riconoscere e proteggere le condizioni di maggiore vulnerabilità. In questo ambito la medicina legale può svolgere una funzione di raccordo tra conoscenza scientifica, analisi dei dati e supporto alle politiche pubbliche, con la proposta di istituire un Tavolo Interministeriale permanente."
Il segretario nazionale SIMLA, dott. Lucio Di Mauro, colloca il Piano nel quadro normativo vigente: "Il Piano Strategico deve restituire alla medicina legale una voce scientifica autorevole e incisiva. Le sei priorità del Piano non rappresentano ambiti separati, ma componenti integrate di una strategia unitaria per perseguire un unico obiettivo: accrescere la capacità della medicina legale di comprendere e governare la complessità, mettendo tale competenza al servizio della verità scientifica, della giustizia e del bene comune."
La presidente del Congresso, prof.ssa Paola Frati sottolinea infine la dimensione interdisciplinare del documento: "Abbiamo voluto sottolineare da un lato l'importanza del confronto multidisciplinare e del dialogo che conduce ad un accrescimento della nostra disciplina e dall'altro la necessità di rigore e metodo laddove la medicina legale si pone come pilastro fondante della ricerca della verità scientifica al servizio della giustizia e della collettività." Conclude Frati: "Si tratta di un impegno pragmatico da parte di SIMLA così come declinato nel Piano Strategico che costituisce parte integrante del programma e che con trasparenza tocca molteplici anime della nostra disciplina, ponendosi obiettivi concreti e tangibili."