La domanda pubblica di personale sanitario esternalizzato ha superato il miliardo di euro nel biennio 2024-2025 e il ricorso ai medici a gettone continua a crescere. È quanto emerge dal nuovo rapporto dell'Autorità nazionale anticorruzione (Anac) sulla domanda del Servizio sanitario nazionale di servizi di fornitura di personale medico e infermieristico.
Secondo l'analisi, nel biennio considerato aziende sanitarie ed enti del Ssn hanno movimentato procedure per un valore complessivo di 1,064 miliardi di euro per l'acquisto di personale esternalizzato. Il fenomeno, evidenzia Anac, non mostra segnali di inversione. Nel solo 2025 la domanda pubblica ha raggiunto 568 milioni di euro, con un incremento del 15% rispetto ai 496 milioni dell'anno precedente.
In crescita anche il numero delle procedure, passate da 187 a 255 in un anno (+36%). Ad aumentare maggiormente sono gli affidamenti per il personale medico a gettone. La spesa è salita da 31 a 50 milioni di euro tra il 2024 e il 2025 (+62%), mentre il numero delle procedure è passato da 25 a 42 (+68%).
«Purtroppo rimane ancora alta la tendenza all'esternalizzazione del personale sanitario», afferma il presidente dell'Anac Giuseppe Busia. Secondo l'Autorità, questa dinamica produce «contratti onerosi per la pubblica amministrazione, prestazioni inadeguate e rischi per i pazienti» e contribuisce a impoverire ulteriormente gli organici degli ospedali pubblici.
Il rapporto sottolinea inoltre una crescente preferenza per procedure più rapide rispetto alle gare tradizionali. Nel biennio 2024-2025 la modalità prevalente è stata l'adesione ad accordi quadro e convenzioni già esistenti, che rappresentano quasi il 60% dei codici identificativi di gara acquisiti nel periodo e oltre il 61% nel solo 2025. Sotto il profilo economico, tali procedure assorbono il 43,9% del valore complessivo movimentato nel biennio.
Un altro elemento evidenziato dall'Autorità riguarda gli affidamenti diretti. Sette procedure su dieci risultano assegnate senza gara. Nel 2025 questa modalità registra un aumento del 41% nel numero delle procedure e del 59% nel valore economico, fino a sfiorare i 290 milioni di euro.
L'analisi mostra anche significative differenze territoriali. Oltre la metà delle procedure si concentra nel Nord Italia, che raccoglie il 54% del totale, seguito dal Mezzogiorno e dalle Isole con il 29% e dal Centro con il 17%. Limitando l'osservazione ai servizi di fornitura di personale medico e infermieristico, le maggiori spese si registrano in Veneto, Lombardia e Friuli Venezia Giulia.
Per Anac il quadro conferma la necessità di rafforzare il reclutamento stabile del personale sanitario attraverso concorsi pubblici e politiche di valorizzazione delle risorse professionali interne, riducendo la dipendenza da forme di esternalizzazione che, secondo l'Autorità, continuano a rappresentare una risposta strutturale alle carenze di organico del Servizio sanitario nazionale.