Il Consiglio di Stato chiarisce che le recenti ordinanze sul contenzioso relativo al semestre filtro per l’accesso a Medicina non hanno sospeso la riforma né inciso sulle procedure in corso.
In una nota il Consiglio di Stato precisa che le ordinanze cautelari del 14 maggio 2026 “si sono espressamente limitate a sollecitare il Tar Lazio ad emettere sentenze, per definire rapidamente il contenzioso”.
Secondo quanto spiegato dai giudici amministrativi, le ordinanze “non hanno accolto le domande cautelari proposte in via principale dai ricorrenti”, ma hanno soltanto condiviso “l’auspicio delle parti secondo cui il contenzioso deve avere la più rapida definizione”.
Il Consiglio di Stato sottolinea inoltre che i provvedimenti “non richiamano vizi degli atti” e “non hanno dunque inciso sull’andamento delle procedure e sugli effetti degli atti impugnati”.
La precisazione arriva dopo l’attenzione suscitata dalle ordinanze relative ai ricorsi presentati contro il nuovo sistema di accesso a Medicina introdotto con il cosiddetto semestre filtro.
Secondo il Consiglio di Stato, la rapida definizione del giudizio di merito da parte del Tar Lazio è necessaria considerando che le questioni riguardano “decine di migliaia di interessati”, così da consentire agli studenti “di fare le più opportune scelte sul proprio futuro”.
Nei giorni scorsi il Ministero dell’Università e della Ricerca aveva già sostenuto che le ordinanze non mettessero in discussione l’impianto della riforma del semestre aperto.
Il contenzioso resta comunque aperto. I ricorsi contestano diversi aspetti del nuovo modello di accesso, tra cui i decreti attuativi approvati dopo lo svolgimento degli esami e le modalità di assegnazione dei posti.