Il caso trae origine da un grave quadro di encefalopatia neonatale insorto a seguito di un parto oltre il termine, in cui il monitoraggio cardiotocografico aveva evidenziato segni di sofferenza fetale non tempestivamente gestiti. Sotto il profilo del diritto, la vicenda pone al centro il perimetro dell’autonomia professionale dell’ostetrica e il correlato obbligo di individuare situazioni potenzialmente patologiche per allertare lo specialista. Emergono, inoltre, questioni cruciali sulla validità delle indagini peritali quando queste recepiscano accertamenti precedenti e sul rilievo eziologico di fattori naturali, quali i giri di funicolo ombelicale, rispetto alla condotta omissiva dei sanitari. Un tema di stringente attualità che interroga sulla responsabilità organizzativa per il mancato coordinamento tra personale infermieristico e medico in regime di emergenza intrapartum.(Avv. Ennio Grassini- www.dirittosanitario.net)