Il sindacato Nursing Up in una nota diffusa il 1 maggio, segnala una carenza strutturale del personale infermieristico, con fuga di professionisti e carichi assistenziali elevati, mentre il Ministero della Salute richiama l’impegno del Governo su retribuzioni e sicurezza.
Secondo Nursing Up, l’Italia registra “una deportazione volontaria di 7mila infermieri l’anno”, dato che emerge da analisi di Hunters Group incrociate con il Rapporto CREA Sanità. Il sindacato indica inoltre stipendi inferiori del 20% rispetto alla media europea, sulla base del rapporto OECD Health at a Glance.
“Basta con l’ipocrisia dei ringraziamenti: questo Primo Maggio è la certificazione di un fallimento politico”, afferma Antonio De Palma, presidente del sindacato. “Siamo davanti a una saturazione fisica e clinica insostenibile”.
Il comunicato richiama anche gli standard internazionali del protocollo RN4CAST, che indicano un rapporto di un infermiere ogni sei pazienti, a fronte di situazioni in cui si arriva fino a uno a venti nei turni notturni. Viene inoltre riportata una densità di 6,2 infermieri ogni 1.000 abitanti.
In una nota del Ministero diffusa il 1 maggio, il Ministro della Salute Orazio Schillaci esprime “gratitudine verso i medici, gli infermieri e tutto il personale sanitario e sociosanitario, che ogni giorno si prendono cura dei cittadini”, definendoli “uno dei pilastri fondamentali della Nazione”.
Il Ministro richiama inoltre l’impegno del Governo “con misure concrete per tutelare e valorizzare il capitale umano, sia per il miglioramento delle retribuzioni, sia per contrastare le aggressioni al personale medico e sanitario” .
Secondo quanto riportato nella nota, la sanità pubblica rappresenta “un bene prezioso” garantito grazie al lavoro del personale del Servizio sanitario nazionale.