Si apre il confronto sul rinnovo del contratto collettivo nazionale del comparto Sanità 2025-2027 e i sindacati chiedono tempi rapidi su aumenti retributivi e condizioni di lavoro. Dopo il primo incontro nella sede dell’Aran, le organizzazioni rappresentative hanno indicato come priorità salari, carenza di personale, carichi di lavoro e tutele per gli operatori. La prossima riunione è fissata al 5 maggio.
Il rinnovo riguarda circa 593 mila dipendenti del Servizio sanitario nazionale. Il 29 aprile è inoltre convocato il tavolo per l’Area Sanità, che interessa circa 138 mila dirigenti medici, sanitari, veterinari e delle professioni sanitarie.
FP CGIL chiede di “fare bene e presto” e indica l’obiettivo di un accordo entro l’estate. Il sindacato segnala come prioritari il recupero salariale, i carichi di lavoro, i percorsi di carriera e il rafforzamento delle relazioni sindacali.
UIL FPL punta invece a chiudere rapidamente la parte economica del contratto, rendendo subito disponibili le risorse già stanziate per il 2025 e il 2026. Tra le richieste figurano anche una clausola di salvaguardia in caso di inflazione elevata, la revisione delle progressioni economiche, l’adeguamento delle indennità professionali e interventi su buoni pasto, pause e orari di lavoro.
Più critica la posizione di Nursing Up, che giudica insufficienti gli aumenti previsti rispetto alla perdita del potere d’acquisto e avverte sul rischio di ulteriore fuga di professionisti dal servizio pubblico, in particolare tra gli infermieri.
Secondo quanto indicato dall’Aran, il negoziato parte con risorse già definite pari al 5,4% del monte salari 2023, oltre a 480 milioni di euro destinati all’incremento dell’indennità di specificità infermieristica.
Il confronto entra ora nella fase di merito. I temi economici restano centrali, ma sul tavolo ci sono anche burnout, aggressioni, welfare contrattuale e attrattività del Ssn