La FIMMG chiede a Regioni e Province autonome l’adozione urgente dell’atto di indirizzo per l’ACN della medicina convenzionata 2025-2027, indicando una serie di priorità organizzative e professionali che vanno dalla riduzione delle liste d’attesa alla digitalizzazione, fino all’intelligenza artificiale e alla carenza di medici di famiglia.
Nel comunicato diffuso il 17 aprile, il segretario generale Silvestro Scotti richiama le recenti dichiarazioni del ministro della Salute Orazio Schillaci sui nodi del Servizio sanitario nazionale – liste d’attesa, medicina territoriale incompiuta e attuazione del PNRR – sostenendo che sia necessario intervenire subito “con strumenti contrattuali e istituzionali già disponibili”.
Tra i primi punti indicati c’è il rafforzamento della diagnostica di primo livello negli studi dei medici di medicina generale. Per FIMMG l’ACN dovrebbe riconoscere come prestazioni strutturate e remunerate nelle AFT attività come ecografia clinica orientata, ECG e spirometria, con l’obiettivo di ridurre la domanda impropria di secondo livello e incidere sulle liste d’attesa.
Un altro capitolo riguarda l’integrazione con la farmacia dei servizi. Il sindacato chiede che il nuovo atto di indirizzo traduca in protocolli operativi il coordinamento già previsto dalla normativa tra medici di famiglia e farmacisti, con il medico di medicina generale indicato come titolare del piano terapeutico e il farmacista come punto di monitoraggio dell’aderenza, con dati condivisi nel Fascicolo sanitario elettronico.
Nel documento viene affrontato anche il tema delle Case di comunità. Secondo FIMMG, strutturare questi presìdi come semplice somma di offerte parallele rischia di riprodurre “i silos in forma nuova”. Per questo il sindacato indica il medico di famiglia come “figura naturale di coordinamento dell’accesso alle prestazioni”, chiedendo che il ruolo sia riconosciuto nella remunerazione e nei meccanismi di raccordo con specialistica ambulatoriale e servizi sociali.
Ampio spazio è dedicato all’intelligenza artificiale. FIMMG propone di farla uscire dalla fase sperimentale e inserirla stabilmente nell’ACN, prevedendo supporto decisionale clinico integrato nei gestionali di studio, automazione della documentazione sanitaria, alert prescrittivi e stratificazione automatica del rischio nei pazienti cronici. Chiede inoltre formazione ECM obbligatoria su competenze digitali e IA per tutti i MMG.
Sul fronte digitale, il sindacato osserva che il Fascicolo sanitario elettronico è ancora vissuto come un adempimento aggiuntivo e propone interoperabilità nativa dei software gestionali, eliminazione della doppia registrazione sistematica e valorizzazione del dato clinico già prodotto nell’attività ordinaria.
Infine, FIMMG collega la carenza di medici anche a un problema di attrattività della professione. Nel testo si chiede il riconoscimento contrattuale di attività svolgibili a distanza, come refertazione, gestione documentale, teleconsulto e coordinamento AFT, oltre a una maggiore flessibilità organizzativa. Il sindacato richiama in particolare le esigenze delle nuove generazioni e delle donne medico, indicate come componenti sempre più rilevanti della professione.
“Non c’è più tempo”, afferma Scotti nel comunicato, richiamando le scadenze della Missione 6 Salute del PNRR. FIMMG chiede un incontro immediato con la Conferenza delle Regioni e auspica che l’atto di indirizzo sia disponibile già a maggio, per avviare le trattative tra fine maggio e inizio giugno.
Nel documento viene inoltre criticato il ritardo del comparto convenzionato rispetto alla dirigenza medica, per la quale – osserva la federazione – le trattative sarebbero già in partenza. Una “asimmetria” che, secondo FIMMG, rischia di indebolire l’obiettivo di integrazione tra ospedale e territorio.