Si è aperto nella sede dell’Aran il tavolo con i sindacati rappresentativi per il rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro del comparto Sanità 2025-2027, che interessa circa 593 mila dipendenti del Servizio sanitario nazionale. La prossima riunione è fissata al 5 maggio. Il 29 aprile alle 15 è inoltre convocato il tavolo negoziale per l’Area Sanità, che riguarda circa 138 mila dirigenti medici, sanitari, veterinari e delle professioni sanitarie.
Lo comunica l’Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni. Il rinnovo dovrà intervenire su aspetti economici, ordinamentali e organizzativi.
“Apriamo questo negoziato, con un clima positivo, a pochi mesi dalla sottoscrizione del Ccnl comparto Sanità, firmato alla fine del 2025. È un segnale concreto del fatto che la contrattazione pubblica ha ripreso il suo ritmo fisiologico”, ha dichiarato il presidente Aran Antonio Naddeo al termine della seduta.
“La continuità negoziale non è un valore soltanto formale, ma è premessa necessaria perché i miglioramenti nelle condizioni di lavoro siano reali e non promesse sempre rinviate”, ha aggiunto Naddeo.
Secondo quanto indicato dall’Aran, il negoziato si apre con risorse già definite: 512,35 milioni di euro lordi per il 2025, 1.024,71 milioni per il 2026 e 1.537,06 milioni a regime dal 2027, pari al 5,4% del monte salari 2023. A queste somme si aggiungono 480 milioni di euro stanziati dalla legge n. 199/2025 per l’incremento dell’indennità di specificità infermieristica.
Quattro gli assi strategici indicati nell’atto di indirizzo del Comitato di settore Regioni-Sanità: rafforzare l’attrattività del Ssn, migliorare le condizioni di lavoro, completare il sistema di ordinamento professionale e valorizzare la digitalizzazione.
Sul piano economico, il confronto riguarderà la distribuzione degli incrementi tra stipendio tabellare e trattamento accessorio. Tra i temi indicati anche welfare contrattuale, prevenzione del burnout, tutela dei lavoratori fragili, contrasto alle aggressioni nei luoghi di lavoro e ipotesi di un testo unico contrattuale che coordini le disposizioni vigenti.