In Italia solo il 5% della spesa sanitaria è destinato alla prevenzione, nonostante questa incida per il 43% sullo stato di salute della popolazione. È il dato evidenziato dalla FADOI (Federazione delle associazioni dei dirigenti ospedalieri internisti) in vista della terza Giornata nazionale della prevenzione, in programma il 18 aprile.
Secondo gli internisti, il quadro epidemiologico evidenzia un’elevata prevalenza di fattori di rischio: quasi il 50% della popolazione è sovrappeso o obesa, circa il 40% è ipertesa, percentuali analoghe riguardano le dislipidemie, mentre il 6% è affetto da diabete. Il fumo interessa il 20% della popolazione ed è in crescita tra i giovani.
FADOI segnala inoltre che condizioni come ipertensione, dislipidemia, alterata tolleranza glucidica e diabete vengono spesso riconosciute tardivamente, quando hanno già determinato danno d’organo.
Nel contesto della giornata del 18 aprile, medici e infermieri di medicina interna saranno presenti in 23 piazze italiane, dalle 10 alle 17, per offrire screening gratuiti e consulenze su prevenzione e stili di vita. L’iniziativa, promossa insieme ad ANIMO (Associazione nazionale infermieri di medicina interna), è ad accesso libero e senza prenotazione.
Durante gli incontri sarà possibile effettuare controlli per ipertensione arteriosa, diabete, obesità, dislipidemie, scompenso cardiaco e malattie respiratorie, oltre a ricevere indicazioni personalizzate per la prevenzione.
“La medicina interna è da sempre in prima linea nella gestione delle patologie acute e croniche più diffuse. Con questa giornata vogliamo portare la prevenzione fuori dagli ospedali”, afferma Andrea Montagnani, presidente FADOI.
Gli internisti richiamano anche il ruolo delle vaccinazioni nei pazienti fragili e con pluripatologie, sottolineando come la copertura resti distante dai livelli ottimali, mentre l’adesione agli screening risulta in calo anche a causa delle liste d’attesa.