Una popolazione sempre più anziana e un numero crescente di persone che vivono sole stanno ridefinendo la domanda di assistenza sanitaria sul territorio. È quanto evidenzia la Società italiana di medicina generale e delle cure primarie (SIMG) Emilia-Romagna in occasione del congresso regionale in programma il 10 e 11 aprile 2026 a Bologna, con la partecipazione di circa 400 medici di famiglia.
Nella regione gli over 65 rappresentano il 24,9% della popolazione e oltre 336.000 anziani vivono soli, un dato che incide direttamente sull’organizzazione delle cure e sul ruolo della medicina generale. Secondo quanto riportato nel comunicato, cresce non solo il numero dei pazienti con patologie croniche, ma anche la complessità dei bisogni assistenziali.
“Il medico di famiglia diventa sempre più spesso l’unico punto di riferimento sanitario e, in molti casi, anche sociale per persone che vivono da sole”, afferma Marco Cupardo, segretario SIMG Emilia-Romagna, sottolineando come aumenti il ruolo nella presa in carico continuativa e nella gestione della fragilità.
Il comunicato evidenzia che il modello territoriale regionale, pur considerato avanzato, deve confrontarsi con una domanda assistenziale più complessa. “Abbiamo costruito un sistema territoriale solido, ma la trasformazione demografica impone un ulteriore salto di qualità”, aggiunge Cupardo, indicando la necessità di migliorare il funzionamento reale dei servizi e l’integrazione tra professionisti.
Tra le criticità segnalate emergono la carenza di medici di medicina generale e le difficoltà nel ricambio generazionale, con numerosi pensionamenti previsti nei prossimi anni. A questo si aggiunge l’aumento degli adempimenti amministrativi, che secondo SIMG sottraggono tempo all’attività clinica.
Un ruolo centrale nel futuro dell’assistenza territoriale è attribuito alle Case della Comunità, previste dal PNRR. Tuttavia, secondo SIMG, queste strutture risultano spesso ancora poco operative. “Le Case della Comunità possono rappresentare una grande opportunità, ma solo se diventano luoghi realmente funzionanti e integrati”, afferma Cupardo.
Il congresso regionale affronterà i principali ambiti clinici e organizzativi per la medicina generale, dalla gestione del rischio cardiovascolare e metabolico al diabete, fino alla prevenzione, alle vaccinazioni e all’antibiotico-resistenza, con sessioni dedicate anche all’uso dell’intelligenza artificiale nelle cure primarie.