Attualità
Influenza
01/04/2026

Influenza, impatto clinico sottovalutato. Nasce la Flu Coalition per prevenzione e pazienti fragili

Dai dati epidemiologici al rischio cardiovascolare, cresce l’urgenza di integrare la vaccinazione nei percorsi di cura. Da queste premesse nasce la Flu Coalition

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L’influenza continua a rappresentare una delle principali sfide cliniche per il sistema sanitario, soprattutto per le conseguenze sulle popolazioni più vulnerabili. È da questa evidenza che nasce la Flu Coalition, con l’obiettivo di rafforzare la prevenzione e promuovere un approccio più strutturato alla gestione del rischio influenzale, mettendo a sistema competenze cliniche, dati epidemiologici e organizzazione sanitaria. Alla Coalizione hanno aderito numerose realtà del mondo sanitario e scientifico: SIMG (Società Italiana dei Medici di Medicina Generale e delle Cure Primarie), SIPREC (Società Italiana per la Prevenzione Cardiovascolare), SItI (Società Italiana di Igiene, Medicina Preventiva e Sanità Pubblica), FADOI (Federazione delle Associazioni dei Dirigenti Ospedalieri Internisti), FIMMG (Federazione Italiana Medici di Medicina Generale), Federfarma, FOFI (Federazione Ordini Farmacisti Italiani), Conacuore, Fondazione Italiana per il Cuore – ETS e ANMCO (Associazione Nazionale Medici Cardiologi Ospedalieri).

Emerge con forza il legame tra infezione influenzale e rischio cardiovascolare. "L'influenza aumenta significativamente il rischio di avere malattie cardiovascolari importanti, soprattutto l'infarto, l'ictus e lo scompenso cardiaco che poi tipicamente riempiono i nostri ospedali nel periodo del picco influenzale e determinano conseguenze anche molto gravi", spiega Massimo Volpe, presidente SIPREC, intervistato a margine dell’evento. "La vaccinazione antinfluenzale rappresenta quindi uno strumento di prevenzione cardiovascolare e diventa uno dei pilastri per ridurre le malattie cardiovascolari, soprattutto nei pazienti anziani, nei pazienti più fragili e nei cardiopatici", prosegue. Da qui la scelta della società scientifica di aderire alla Coalizione, "un’iniziativa che mette insieme tutti gli elementi coinvolti lungo il percorso assistenziale". Sul piano operativo, Volpe indica alcune priorità clinico-organizzative: "È necessario in primis vaccinare tutti i cardiopatici, inserire nella lettera di dimissione l’indicazione alla vaccinazione stagionale annuale, vaccinare gli operatori sanitari e attivare centri vaccinali anche all’interno degli ospedali". Un modello che consentirebbe di facilitare l’accesso alla vaccinazione senza sovraccaricare ulteriormente i reparti ospedalieri. I numeri delineano un quadro di forte impatto clinico: ogni anno in Italia si stimano tra 8.000 e 10.000 decessi associati all’influenza, considerando l’eccesso di mortalità. Nella stagione 2024-2025, con circa 16 milioni di casi, il virus ha esercitato una pressione significativa su ospedali e servizi sanitari, con un aumento di ricoveri, accessi in terapia intensiva e complicanze. Le conseguenze più gravi si concentrano negli anziani e nei pazienti cronici. Nella popolazione over 65 si registra il 63% delle ospedalizzazioni e l’85% dei decessi influenza-correlati, mentre fino al 96% della mortalità attribuibile riguarda questa fascia d’età.

Un dato particolarmente rilevante sul piano clinico è che un anziano ricoverato su dieci sviluppa una disabilità permanente dopo l’evento acuto. Il tema dell’integrazione della prevenzione nei percorsi di cura è centrale anche nelle richieste della Flu Coalition, che propone l’inserimento strutturale della vaccinazione nei PDTA delle patologie croniche e il rafforzamento dell’offerta nei contesti specialistici. Secondo Anna Caraglia, "la stagione 2024-2025 è un segnale che non possiamo ignorare". Il contributo della comunità scientifica e dei pazienti viene considerato essenziale per accompagnare le istituzioni nel rafforzamento delle strategie di prevenzione e nella promozione di una più ampia cultura vaccinale. Resta tuttavia il nodo della copertura: negli over 65 la vaccinazione si ferma al 52,5%, ben al di sotto degli obiettivi raccomandati. Un gap che, dal punto di vista clinico, si traduce in complicanze evitabili, aumento dei ricoveri e maggiore pressione sui servizi sanitari. La Flu Coalition si propone dunque di colmare questa distanza, promuovendo un approccio multidisciplinare e continuativo alla prevenzione.

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