Salgono a 15 i casi di meningite acuta nel focolaio registrato nel sud dell’Inghilterra, con due decessi e 13 giovani ricoverati. L’aggiornamento è stato fornito il 17 marzo dal ministro della Salute Wes Streeting in Parlamento, che ha confermato l’identificazione del ceppo meningococcico B (MenB) in parte dei casi.
Il cluster è concentrato nell’area di Canterbury, tra la University of Kent e almeno tre scuole del territorio. Le due vittime sono uno studente universitario di 21 anni e una studentessa di 18 anni. I casi più gravi sono riconducibili a infezioni invasive da meningococco, in alcuni casi evolute in setticemia.
Secondo quanto riferito dal ministro, quattro infezioni sono state confermate con certezza come causate dal ceppo MenB, mentre per gli altri casi sono in corso accertamenti. Il Regno Unito ha introdotto la vaccinazione contro il meningococco B nel 2015 per neonati e bambini piccoli; i soggetti colpiti nel focolaio appartengono in prevalenza a coorti non coperte dalla vaccinazione.
Per contenere il rischio di diffusione, le autorità sanitarie hanno avviato un intervento su larga scala nell’area interessata. Oltre 30.000 persone sono state contattate e invitate a sottoporsi a controlli preventivi. Nel campus universitario sono stati distribuiti antibiotici a scopo profilattico, mentre l’ateneo ha sospeso esami ed eventi per ridurre i contatti.
La UK Health Security Agency ha indicato che il focolaio resta al momento circoscritto, pur in presenza di un numero di casi considerato elevato per un cluster localizzato. Il servizio sanitario nazionale ha invitato la popolazione a mantenere un livello di attenzione adeguato, senza generare allarmismi.