Promuovere la diagnosi precoce della malattia renale cronica e sensibilizzare la popolazione sull’importanza della prevenzione. È l’obiettivo delle iniziative organizzate in tutta Italia dalla Società italiana di nefrologia (SIN) e dalla Fondazione italiana del rene (FIR) in occasione della Giornata mondiale del rene, in programma il 12 marzo.
La campagna prevede attività di informazione e screening gratuiti accessibili alla popolazione in diversi contesti: ambulatori dei medici di medicina generale, farmacie, piazze e centri commerciali. A queste iniziative si affiancano progetti informativi rivolti alle scuole e l’iniziativa “Nefrologie a porte aperte”, con visite specialistiche gratuite nei centri di nefrologia e dialisi.
Secondo quanto ricordato nel comunicato, la malattia renale cronica (MRC) colpisce circa una persona su dieci in Italia e nel mondo e rappresenta una sfida crescente per i sistemi sanitari, anche a causa dell’invecchiamento della popolazione e della diffusione di patologie come diabete, obesità e ipertensione. La malattia può rimanere a lungo asintomatica e manifestarsi solo nelle fasi più avanzate.
La diagnosi precoce può però modificare in modo significativo il decorso della patologia. Esami semplici e poco costosi, come la creatininemia e l’esame delle urine, permettono infatti di individuare precocemente un danno renale e avviare trattamenti capaci di rallentare la progressione della malattia.
«Lo screening è particolarmente importante per le persone che vivono condizioni di svantaggio socioeconomico, perché la malattia renale cronica colpisce in modo sproporzionato le popolazioni più vulnerabili», afferma Luca De Nicola, presidente della SIN e professore ordinario all’Università degli studi della Campania Luigi Vanvitelli. Secondo De Nicola, intervenire nelle fasi iniziali della malattia consente di limitare la necessità di ricorrere alla terapia sostitutiva, come dialisi e trapianto.
Accanto alle iniziative di prevenzione, la Giornata mondiale del rene sarà anche l’occasione per un confronto sul futuro dei trattamenti per i pazienti con malattia renale cronica in stadio avanzato. Il 12 marzo a Roma sono in programma gli Stati generali della dialisi peritoneale, incontro che riunirà clinici, istituzioni, associazioni di pazienti e rappresentanti delle regioni per discutere il ruolo delle terapie domiciliari.
La dialisi peritoneale, sottolinea il comunicato, rappresenta una modalità terapeutica che può garantire autonomia ai pazienti e una migliore qualità di vita rispetto alla dialisi ospedaliera, oltre a risultare meno onerosa per il Servizio sanitario nazionale. Nonostante questi vantaggi, il trattamento resta ancora poco diffuso in Italia.
Il tema della Giornata mondiale del rene 2026 richiama inoltre il rapporto tra salute renale e sostenibilità ambientale. «I cambiamenti climatici accelerano la progressione della malattia renale cronica», spiega Massimo Morosetti, presidente della FIR e direttore dell’unità operativa di nefrologia e dialisi dell’Ospedale Grassi di Roma. «Promuovere modelli di cura sostenibili, come la dialisi peritoneale domiciliare, significa tutelare allo stesso tempo la salute dei pazienti e quella del pianeta».
Le informazioni sulle iniziative di screening organizzate sul territorio sono disponibili sul sito della Fondazione italiana del rene.