La Federazione italiana medici di medicina generale (FIMMG) difende la proposta di legge sulla medicina generale con primo firmatario l’on. Stefano Benigni e prende le distanze dalle critiche avanzate da alcune organizzazioni sindacali, definite “tardive e strumentali”.
In un comunicato diffuso l’11 marzo, la Federazione ricorda che il disegno di legge è stato presentato oltre un anno fa e che solo ora, con la sua calendarizzazione per la discussione parlamentare, sono emerse prese di posizione critiche da parte di alcune sigle sindacali che, secondo la FIMMG, nei mesi precedenti sarebbero state “sostanzialmente assenti dal confronto reale”.
La Federazione sottolinea di aver mantenuto in questi mesi un dialogo costante con i parlamentari coinvolti nell’iter del provvedimento. In particolare cita l’on. Ugo Cappellacci, presidente della Commissione Affari sociali della Camera e tra i firmatari della proposta di legge insieme all’on. Annarita Patriarca, e il sen. Francesco Zaffini, presidente della Commissione Sanità del Senato. Secondo quanto riportato nel comunicato, sono loro a guidare la fase istituzionale di discussione, audizione e valutazione degli eventuali emendamenti.
Nel testo si evidenzia inoltre che fin dal primo confronto parlamentare è stato chiarito che la proposta di legge è emendabile e che la discussione potrà consentire di aggiornare il testo alla luce degli sviluppi intervenuti nel frattempo. La FIMMG richiama in questo senso anche il dialogo con la presidente Letizia Moratti, che per Forza Italia segue il Piano strategico per il Servizio sanitario pubblico, di cui la proposta di legge viene indicata come parte integrante.
Nel comunicato si ricorda inoltre che il tema della medicina generale è oggetto di più iniziative legislative. Oltre alla proposta Benigni, sono citate la proposta della sen. Maria Cristina Cantù per la maggioranza e, per l’opposizione, le iniziative dell’on. Roberto Speranza alla Camera e della sen. Sandra Zampa al Senato. Secondo la Federazione, il quadro legislativo appare quindi articolato e non riducibile a un confronto binario.
La FIMMG richiama anche il contesto contrattuale in cui la proposta era stata presentata. Dalla presentazione del disegno di legge, afferma la Federazione, sono stati sottoscritti due Accordi collettivi nazionali (ACN) con il parere positivo di Regioni, Ministero della Salute e Ministero dell’Economia e delle Finanze. Alcuni aspetti inizialmente contenuti nella proposta, sostiene il comunicato, sarebbero già stati affrontati e risolti proprio attraverso gli accordi successivamente firmati.
Nel documento viene inoltre ribadito il valore della proposta di legge per aver mantenuto al centro del dibattito il tema del convenzionamento come ruolo giuridico della medicina generale, considerato un elemento identitario della professione. Tra i passaggi ritenuti rilevanti viene citato anche il riferimento al ruolo delle Aggregazioni funzionali territoriali (AFT) come possibile soggetto contrattuale, con l’obiettivo di rafforzare la governance territoriale dell’Accordo collettivo nazionale.
Secondo la Federazione, le riforme della medicina generale richiedono un percorso istituzionale che coinvolga il Governo e le amministrazioni competenti. Il comunicato richiama in questo senso il ruolo della Presidenza del Consiglio, del Ministero della Salute e del Ministero dell’Economia e delle Finanze, oltre alla Conferenza delle Regioni, nel definire gli interventi normativi e le risorse necessarie.
La FIMMG richiama inoltre il lavoro svolto negli ultimi anni per la definizione degli atti di indirizzo relativi all’Accordo collettivo nazionale della medicina generale, citando il contributo del ministro della Salute Orazio Schillaci e del presidente del Comitato di settore delle Regioni Marco Alparone.
Guardando alle prossime tappe, la Federazione indica nel prossimo atto di indirizzo per l’ACN 2025-2027 il terreno su cui proseguire il confronto sulla evoluzione della medicina generale, sull’attrattività della professione e sulla risposta alla crisi delle cure primarie.
La discussione parlamentare sulla proposta di legge, conclude il comunicato, può rappresentare un momento di confronto tra maggioranza, opposizione e rappresentanze professionali per individuare soluzioni condivise sulla riorganizzazione della medicina generale.
Sul tema interviene anche la Federazione dei medici territoriali (FMT). In un comunicato diffuso l’11 marzo il segretario nazionale Francesco Esposito sottolinea l’importanza di approfondire il confronto parlamentare sulla proposta di legge con primo firmatario l’onorevole Stefano Benigni.
“Siamo pronti a un ulteriore dialogo con Forza Italia e con le altre forze politiche affinché non si perda l’occasione di riformare un settore strategico del Servizio sanitario nazionale”, afferma Esposito. Il segretario della FMT richiama la “grave crisi della medicina generale”, legata – secondo il comunicato – a anni di tagli, alla perdita di peso economico dei redditi, alla crescente burocratizzazione della professione e alle difficoltà organizzative nel rapporto con le aziende sanitarie.
La federazione si dichiara pronta a presentare proposte su due direttrici: la valorizzazione dei medici, con compensi adeguati, riduzione degli adempimenti burocratici e rafforzamento della formazione, e il rafforzamento della risposta del sistema sanitario alla crescita di cronicità, fragilità e invecchiamento della popolazione.