Scende ancora la curva epidemica della stagione influenzale 2025-2026. Nella settimana dal 16 al 22 febbraio l’incidenza totale delle infezioni respiratorie acute è stata pari a 7,6 casi per 1.000 assistiti, in diminuzione rispetto agli 8,6 della settimana precedente. Sono stati stimati circa 419.000 nuovi casi negli ultimi sette giorni, contro i 472.000 della rilevazione precedente, per un totale dall’inizio della sorveglianza di circa 12,1 milioni di casi. I dati sono contenuti nell’ultimo bollettino RespiVirNet dell’Istituto superiore di sanità.
L’incidenza più elevata si osserva nella fascia 0-4 anni, con circa 31 casi per 1.000 assistiti, in calo rispetto ai 33 della settimana precedente. L’intensità è bassa nella provincia di Bolzano e in Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna, Marche, Abruzzo, Lazio, Campania, Puglia e Basilicata, mentre è a livello basale nelle altre regioni e province autonome.
Nella settimana numero 8 del 2026 il tasso di positività per influenza nella comunità è pari al 6,1%, mentre nel flusso ospedaliero è al 4,5%. Tra i virus respiratori circolanti nella comunità si rilevano percentuali più elevate per virus respiratorio sinciziale (Vrs), Rhinovirus e Bocavirus. Nel flusso ospedaliero i tassi di positività più alti riguardano Vrs, Rhinovirus e altri coronavirus diversi da Sars-CoV-2.
Per quanto riguarda la caratterizzazione dei virus influenzali, la percentuale dei virus A(H3N2) risulta simile a quella dei virus A(H1N1)pdm09, sia nella comunità sia in ambito ospedaliero. Ad oggi nessun campione è risultato positivo per influenza di tipo A “non sottotipizzabile” come stagionale, elemento che potrebbe indicare la circolazione di ceppi aviari.
La sorveglianza delle forme gravi e complicate evidenzia, nella settimana 6, un numero di casi in diminuzione rispetto alla stessa settimana della stagione precedente. Il sottotipo più prevalente tra le forme gravi è A(H1N1)pdm09. La maggior parte dei casi di influenza grave e complicata riguarda persone non vaccinate, conclude il bollettino.