Il consumo di zucchero è in calo negli Stati Uniti e in Europa occidentale e ristagna a livello globale. Negli ultimi due anni la flessione è stata del 6,7% in Europa occidentale e del 4,4% negli Stati Uniti, secondo i dati dell’International Sugar Organization.
Il tema è stato affrontato durante la Dubai Sugar Conference, dove è stato indicato che, per la stagione 2026/27, a livello globale è prevista una crescita dello 0,5% del settore saccarifero, definita da alcuni operatori come una “nuova normalità” dopo decenni di incremento medio annuo pari al 2% e con consumi raddoppiati in circa 50 anni.
Tra i fattori associati al rallentamento figurano l’introduzione di tasse sulle bevande zuccherate, norme più stringenti sull’etichettatura e la diffusione dei farmaci della classe GLP-1. Secondo Annie Denny della World Sugar Research Organisation, questi medicinali riducono l’apporto calorico tra il 16% e il 39% e sono associati a una minore preferenza per cibi dolci e ricchi di grassi.
Negli Stati Uniti circa un adulto su otto ha utilizzato farmaci GLP-1, mentre l’uso globale resta inferiore all’1%.
Il calo della domanda ha contribuito alla chiusura di zuccherifici in Stati Uniti ed Europa e ha portato i prezzi dello zucchero ai livelli più bassi degli ultimi cinque anni.