Il National Health Service consentirà ai medici di famiglia di assistere i pazienti tramite videoconsulti anche dall’estero, nell’ambito di un piano decennale finalizzato a fronteggiare la carenza di personale nelle cure primarie.
Secondo quanto riportato dal Daily Mail, il servizio sanitario britannico ha avviato un progetto pilota che permette ai general practitioner (Gp) già in servizio di effettuare visite online collegandosi da Paesi come Australia, India e Malesia. Le consultazioni avvengono via telefono o computer, senza la presenza fisica del medico nello studio.
L’iniziativa rientra nella strategia del NHS per “liberare tempo” ai medici di famiglia e aumentare la produttività, in parallelo alla formazione di nuovi professionisti. Il modello prevede inoltre il reclutamento e la formazione di medici stranieri che potranno assistere pazienti britannici a distanza. Sono previsti anche percorsi di supporto linguistico in inglese per facilitare la gestione delle consultazioni.
Il progetto pilota è gestito dalla società Asterix Health, che promuove opportunità di lavoro nel NHS senza necessità di trasferimento nel Regno Unito. L’obiettivo dichiarato è contribuire ad affrontare la crisi della forza lavoro nel sistema sanitario.
Il piano ha suscitato critiche da parte di alcuni osservatori, che hanno definito il modello come una forma di “offshoring” dell’assistenza sanitaria. Secondo i detrattori, i pazienti non dovrebbero essere seguiti da medici situati a migliaia di chilometri di distanza.
Il NHS, da parte sua, punta sulla telemedicina come leva organizzativa per garantire continuità assistenziale e migliorare l’accesso alle cure primarie in un contesto di persistente carenza di medici di famiglia.