Lo Snami valuta positivamente la chiusura dell’Accordo collettivo nazionale 2022–2024 per i medici di medicina generale, ma chiede l’adozione di un nuovo atto di indirizzo per la prossima trattativa contrattuale e il superamento dell’attuale modello del cosiddetto ruolo unico.
Secondo Angelo Testa, presidente dello SNAMI, la conclusione dell’accordo rappresenta “un passaggio necessario e atteso”, che consente di riconoscere almeno in parte l’adeguamento economico dovuto a una categoria che negli ultimi anni ha garantito la tenuta del Servizio sanitario nazionale anche nelle fasi più critiche.
Testa sottolinea che l’aumento salariale previsto costituisce un segnale positivo, ma non è ritenuto sufficiente rispetto al carico di responsabilità, alla crescente complessità del lavoro del medico di medicina generale e alla progressiva carenza di professionisti sul territorio.
Per il sindacato, il passaggio decisivo sarà ora la definizione dell’impianto del rinnovo 2025–2027. La trattativa dovrà poggiare su un nuovo atto di indirizzo che superi l’attuale impostazione del ruolo unico, giudicato un modello che ha generato più confusione che soluzioni e che non risponde alle esigenze dei professionisti e dei cittadini.
Sul tema dell’integrazione nelle Case di Comunità, lo Snami chiede un modello sostenibile e volontario, coerente con la natura convenzionata della medicina generale. Il sindacato esclude soluzioni che riducano l’autonomia professionale o che incidano sul rapporto fiduciario con i pazienti.
Tra le priorità indicate figurano interventi per rendere la professione più attrattiva, ridurre il peso burocratico e valorizzare il ruolo clinico del medico di famiglia nella gestione della cronicità. Il sindacato annuncia la propria partecipazione al tavolo negoziale con proposte definite.