La Federazione dei Medici Territoriali – Fmt accoglie positivamente il via libera della Conferenza delle Regioni al nuovo Accordo collettivo nazionale della medicina generale e sollecita tempi rapidi per il riconoscimento degli arretrati e per la riapertura delle trattative.
L’accordo, sottoscritto a novembre e appena approvato dalla Conferenza Stato-Regioni, riguarda circa sessantamila medici di medicina generale. Secondo Francesco Esposito, segretario nazionale Fmt, il via libera rappresenta un passaggio atteso e positivo, che può costituire la premessa per un rapido riconoscimento degli arretrati e per l’avvio del confronto sul prossimo rinnovo.
Esposito richiama anche l’impegno espresso dal presidente del Comitato di settore Marco Alparone sulla possibilità di allineare la tempistica dei contratti nazionali agli anni di riferimento, con effetti potenziali sulla programmazione delle risorse nelle future leggi di bilancio.
Il segretario nazionale Fmt segnala inoltre una rinnovata attenzione della politica sui temi sanitari, facendo riferimento al disegno di legge delega per la riorganizzazione dell’assistenza territoriale e ospedaliera approvato dal Consiglio dei ministri il 12 gennaio e all’emendamento di Forza Italia che propone di superare il regime di incompatibilità per i professionisti del Servizio sanitario nazionale.
Secondo Esposito, l’emendamento può contribuire a individuare soluzioni di breve periodo per l’offerta dei servizi, in un contesto di carenza di medici, ma non risolve i nodi strutturali legati al fabbisogno di personale, alle risorse e all’organizzazione del sistema.
Sul disegno di legge delega, Fmt dichiara di essere impegnata in un’analisi approfondita. A una prima lettura il testo viene giudicato generico sul potenziamento del territorio e sulla riforma della medicina generale, mentre vengono espressi dubbi sulla rimodulazione della rete ospedaliera e sull’eventuale spostamento di risorse verso il privato. Il sindacato auspica un confronto con le organizzazioni mediche nei prossimi giorni.