L’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) ha autorizzato da novembre 2025 l’importazione dall’estero di un prodotto utilizzato per lo sbrigliamento enzimatico delle ustioni, segnalato come carente, chiarendo che la disponibilità di alternative terapeutiche analogamente efficaci non è compromessa.
La verifica è stata avviata in relazione alla vicenda dei ragazzi ustionati nell’incendio di Crans-Montana. In una nota, l’Aifa precisa di aver accertato che la carenza non riguarda l’assenza di opzioni terapeutiche alternative con pari efficacia.
Secondo l’Agenzia, la ridotta disponibilità del prodotto è legata, tra le altre cause, a una produzione insufficiente rispetto all’elevata richiesta di medicinale, aumentata anche in seguito ai recenti eventi bellici in diversi Paesi. L’Aifa segnala inoltre che sono in corso interventi per la risoluzione dei problemi strutturali di produzione.
L’uso di questi trattamenti è riservato a strutture altamente specializzate nella gestione delle ustioni gravi e, per garantire un’efficacia ottimale, deve avvenire non oltre cinque giorni dall’evento, in coerenza con le linee guida italiane.
Per far fronte alle esigenze assistenziali, è stata attivata una compensazione collaborativa delle forniture tra strutture sanitarie pubbliche. L’Aifa ha inoltre contattato il titolare del medicinale per verificare la disponibilità del prodotto presso altre strutture, in particolare presso l’Ospedale Niguarda, al fine di agevolare eventuali necessità di approvvigionamento anche attraverso altre aziende ospedaliere.