È iniziato il 17 dicembre in Inghilterra uno sciopero di cinque giorni dei medici specializzandi, destinato a protrarsi fino al 22 dicembre, in una fase particolarmente critica per il Servizio sanitario nazionale britannico (NHS), alle prese con un forte aumento dei casi di influenza e una crescente pressione sulle strutture ospedaliere. Si tratta della quattordicesima astensione dal lavoro dal marzo 2023.
Secondo quanto riportato da Sky News, i vertici del NHS hanno avvertito che la concomitanza tra l’agitazione sindacale e il picco influenzale invernale rischia di provocare ulteriori disservizi e ritardi nell’erogazione delle cure, soprattutto negli ospedali. Il Dipartimento della Salute britannico ha invitato i cittadini a non rinunciare alle cure urgenti e a continuare a rivolgersi ai servizi di emergenza in caso di necessità, sottolineando che sono state previste deroghe per garantire il mantenimento dei servizi essenziali.
Alla base dello sciopero vi è il confronto tra il governo e la British Medical Association (BMA) sulle retribuzioni e sulle condizioni di lavoro. L’esecutivo sostiene che i medici specializzandi abbiano già beneficiato di un aumento medio delle retribuzioni pari al 28,9% nel triennio compreso tra il 2023 e il 2026. La BMA, dal canto suo, chiede un ulteriore incremento salariale del 26% per compensare, secondo il sindacato, la perdita di potere d’acquisto legata all’inflazione.
Le trattative non hanno portato a un accordo. Una proposta presentata dal governo, che non prevedeva aumenti salariali ma includeva misure come l’ampliamento dei posti di formazione specialistica, la copertura di alcune spese sostenute dai medici e la possibilità di rinviare lo sciopero a gennaio, è stata respinta dall’83% dei medici specializzandi coinvolti nella consultazione.
Il governo britannico ha definito lo sciopero “irresponsabile” in una fase di forte pressione sul sistema sanitario, mentre la BMA ribadisce che l’astensione dal lavoro sarebbe evitabile in presenza di un’offerta ritenuta adeguata e mette al centro il tema della sostenibilità delle carriere mediche nel servizio pubblico.
Durante i giorni di sciopero, il Dipartimento della Salute ha precisato che gli appuntamenti programmati restano confermati salvo diversa comunicazione e che quelli eventualmente rinviati avranno priorità di riprogrammazione. L’impatto complessivo dell’agitazione sarà valutato nelle prossime settimane, anche in relazione all’andamento della stagione influenzale.